• 20 novembre 2018 —

L'editoriale

L’esempio francese, ovvero il suicidio degli oligarchi

Dopo una breve abbuffata di “giubbotti arancioni”, di bravi borghesi alla ricerca di qualche appalto da non condividere con alcuno se non con se stessi, il primato dei giubbotti, questa volta gialli, è tornato alla Francia, un Paese dove il numero dei borghesi leccaterga del potere pare un po’ meno...

 

C’era una volta “l’esercito del surf”, canzoncina estiva che faceva sorridere e ballare. Poi è arrivato “l’esercito di Silvio”, ribattezzato  — dopo l’approdo dalle parti destriste — in “esercito della libertà”. Una strampalata e malinconica compagnia di giro. Pifferi e tamburi. Il “generalissimo” di questa intrepida falange, incomprensibilmente accolta da Meloni e co., è certo Simone Furlan. Un personaggio quanto meno singolare .

Andiamo per ordine. Ci riferiamo ad un albergatore nato a Piombino Dese in provincia di Padova, direttore con alterna fortuna di alcuni hotel e “politico” con il pallino delle sigle.  Anche le più stravaganti e improbabili. Alessandro Da Rold su Linkinchiesta del 20 giugno 2013 così lo descriveva:

«Simone Furlan, imprenditore padovano prima di diventare un «militare» per Berlusconi, si era distinto per aver fondato il “Movimento Bestiale”, sorta di partito animalista e “Forza Insieme”, partito che nel 2012 fu reclamizzato sul Foglio con tanto di intervista. Il profilo è sempre lo stesso. Spunta come un fungo un «personaggio» che si prende la briga di attaccare i magistrati, finire sui giornali, minacciare sul fronte giudiziario i pm, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e persino proporre un ricorso alla Corte dei diritti Umani. Poi dopo qualche mese scompare. Furlan in questi anni è stato pure definito il nuovo «Matteo Renzi» del centrodestra, ma in realtà nessuno se lo è mai filato per davvero. E lunedì ha lanciato una campagna di “invasione” dell’Italia per tutelare il Cavaliere contro la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del legittimo impedimento nel processo Mediaset. Twitta, reclamizza le sue iniziative, fa rete in ogni modo per difendere Silvio. Nel Popolo della Libertà, al solito, non lo conosce nessuno. Deputati e senatori fanno finta di non averlo mai visto».

Insomma, dopo la classica visita in quel di Arcore il Furlan s’innamorò perdutamente di Berlusca (alla Zanzara disse : “In ufficio al posto della foto della moglie e del cane ho quella di Silvio, mi sembra il minimo. Io sono innamorato di Berlusconi, amo tutto di lui, sia l’uomo, sia il politico. Per lui sarei pronto a fargli da scudo col mio corpo e a farmi sparare. Prenderei una pallottola al posto suo”) e decise di organizzare un'”armata” di fedelissimi. Pur non avendo fatto il servizio militare o letto Carl von Clausewitz, il novello Napoleone costruì sul web “l’Esercito di Silvio” e iniziò a girare per l’Italia in camper a caccia di “comandanti “, con tanto di suddivisione in reggimenti territoriali”. Vale la pena riportare il bando d’arruolamento , un (involontario) capolavoro di comicità:

«Io sottoscritto …. Dichiaro: Di volermi arruolare nell’Esercito di Silvio per difendere il presidente Berlusconi e combattere al suo fianco la Guerra dei Vent’anni; Di riconoscermi in lui, nel suo pensiero, nei suoi ideali e nel suo operato; Di volermi battere per la libertà, per una Italia libera e democratica; Di essere pronto a partecipare ad eventi o manifestazioni in supporto del Presidente Berlusconi per affermare il principio che la sovranità popolare non può essere sovvertita in alcun modo tranne attraverso l’azione politica”».

Per tanto impegno e devozione Silvio candidò più volte l’armigero in ripetute campagne elettorali ma — destino cinico e baro… — per lui mai un posto al sole o una semplice medaglia. Solo un destino da pluritrombato.

In realtà negli ultimi anni l’unica vera impresa ascrivibile al commodoro Simone è stata quella di contribuire fattivamente, in qualità di commissario di Forza Italia a Padova, alla caduta del governo cittadino di centro-destra, dapprima dividendo il suo partito e in seguito portando i suoi consiglieri dal notaio per mandare a casa la giunta del sindaco Massimo Bitonci.

Non pago di avere organizzato il tradimento notarile l”enfant prodige” — quello che aveva giurato totale fedeltà a Berlusconi —  impegnò tutte le sue doti “militari” per sostenere l’avvento del centro-sinistra sostenendo l’attuale giunta capeggiata da Sergio Giordani, espressione del Pd (e il più amato dai centri sociali). Per chi non ci crede ecco il Mattino di Padova del 29 aprile 2017 — più o meno un’anno fa, non secoli…  —  con la seguente notizia:

«Nei giorni scorsi militanti azzurri, legati al fondatore dell’”esercito di Silvio” e componente dell’ufficio di presidenza nazionale di Forza Italia, si sono trovati in un albergo in città. Dalla discussione è emersa l’indicazione, votata all’unanimità, di chiedere un incontro a Sergio Giordani. Incontro che si terrà nei prossimi giorni e che potrebbe portare all’inedita confluenza di una parte di forzisti alla corte del candidato civico sostenuto anche dal Pd. Il gruppo di Furlan, che si definisce di forzisti “arrabbiati” contro i vertici del partito rei di aver sancito l’asservimento degli azzurri alla Lega Nord, potrebbe confluire nella lista civica che raccoglierà gli elementi più centristi (alcuni anche di centrodestra) a sostegno di Giordani».

Insomma un uomo tutto di un pezzo. Coerente e lineare…. Scherzi a parte, per i padovani è una macchietta e chi l’ha conosciuto bene e partecipato alla sua “ascesa militare” sostiene che l’armata esista solo nella sua fervida immaginazione.

In ogni caso vi è già un primo successo. Con l’arrivo del “generalissimo” — propiziato dall’astuto Sergio Berlato, detto lo zar della caccia in Veneto — Fdi a Padova è azzerata. Dirigenti e militanti si sono infatti rifiutati di accettare nello loro file il personaggio. Una decisione legittima a cui i vertici nazionali hanno risposto con minacce di sospensione; per loro Furlan è addirittura  “una colonna (?) del centrodestra”. Una follia a cui si è opposto in piena solitudine Adolfo Urso, un “hombre vertical”. Forse l’unico da quelle parti….

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1 commento

  1. Vincenzo says:

    Lug 9, 2018

    Rispondi

    Qualcuno inizia finalmente a capire il valore della Meloni… non si dica che l’operazione è avvenuta a sua insaputa… Furlan è solo l’ultima catastrofe. Nessuno aveva scritto nulla, ma era stato bello vedere l’adesione del pur corretto Massimilano Barison consigliere regionale di FI? Il giorno dopo la sua adesione era stato nominato coordinatore o segretario provinciale con gran rispetto di tutti coloro che militavano nel partito da anni…

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