In Parlamento Ignazio La Russa si è divertito a prendere in giro il tristo Fiano e la sua legge demenziale e liberticida. Ha fatto bene. Ovviamente gli idioti si sono scatenati e hanno strepitato scempiaggini a gogò, trasformando l’intervento del deputato di FdI in un’offesa ala Costituzione, alla resistenza, alla democrazia etc. etc. Tutte cazzate. Per fare un po’ di chiarezza vi riproponiamo il discorso d’Ignazio alla Camera. Buon ascolto e buona lettura (e, perchè no, un affettuoso saluto romano a tutti voi…).

«Sarà che mi viene da ridere: abbiamo fatto solo un intervento, abbiamo esaurito il tempo! Capisco, comincia già una certa limitazione della libertà di pensiero. Comunque non avrei bisogno di tempo, perché questa legge non vieta soltanto il parlare, non vieta soltanto il dire, lo scrivere, il pensare, il raffigurare, il disegnare, il dipingere, lo scolpire cose che non piacciono a questo regime politico, ma vieta anche – è un’innovazione incredibile, lo ha scritto molto bene oggi Giorgia Meloni in un comunicato – la gestualità. Ma si è mai visto al mondo un provvedimento, che nega la gestualità, che ti dice come devi muovere il tuo corpo? Perché il provvedimento dice che è vietata, non solo la distribuzione eccetera, ma anche la gestualità che richiama. Per cui, d’ora in poi, state attenti ad alzare la mano oltre la spalla, state attenti a mettere le mani sui fianchi, state attenti a camminare con la gamba alzata orizzontalmente quando camminate, state attenti ad accentuare il mento. Se voi accentuate il mento, potete essere passibili di due anni di galera! Perché l’accentuare il mento richiama certamente quel mostro che fu Benito Mussolini. Vergogna!».