È bello pensare alla politica come qualcosa di nobile a prescindere dagli schieramenti, dove destra e sinistra si confrontano, magari aspramente, ma sempre con il dovuto rispetto e conservando un minimo di stile. Poi arrivano certe notizie e ti viene il timore che purtroppo non sia così. Prendi Bill Clinton. Che cosa puoi pensare di lui? Negli anni Novanta del secolo scorso è stato amato (da quelli di sinistra) come il leader del progressismo mondiale, “la terza via”, quella che Giuliano Ferrara definiva a suo tempo con un po’ d’ironia “L’Ulivo mondiale”.

Oltre a Clinton, c’erano Tony Blair, Lionel Jospin, Gerhard Schroeder, e – in Italia – il Presidente del Consiglio era Romano Prodi, affiancato dal vicepremier e ministro dei beni culturali, Walter Veltroni, succeduti poi nel ’98 dal Premier Massimo D’Alema, primo post-comunista a diventare primo ministro. Per i simpatizzanti degli ideali progressisti, quello fu un periodo d’oro, di grande espansione economica, benessere e di avanzamento dei loro valori.

Tutt’al più, da sinistra, ci si poteva rammaricare di aver ammainato la bandiera della “lotta di classe” e di esser finiti a braccetto con i poteri forti e la finanza internazionale, ma l’alternativa era, per loro, un’ipotesi peggiore. Per noi di destra, gli anni ’90 rappresentano un incubo: quel periodo è stato l’incubatrice della globalizzazione, è nato il Wto, e si sono gettate le basi per l’Ue e l’euro. I successivi governi liberalconservatori, non poterono o non vollero annullare quanto costruito nel decennio precedente, si trovarono a dover subire le conseguenze, i danni, dell’euromondialsimo.

Il peccato originale furono gli anni ’90 e quella classe dirigente che in quegli anni governò il mondo. La “critica” poteva essere dunque politica, ideale. Ma adesso lugubri ombre si allungano sul nostro passato e sul nostro presente, ombre che speriamo siano solo apparenti. Nell’agosto dell’anno scorso, era stato trovato morto per presunto suicidio, il magnate-pedofilo Jeffrey Epstein sul quale pendevano gravi accuse di abusi sessuali su minori. Sull’ipotesi del suicidio erano sorti non pochi dubbi, sospettando che in realtà egli fosse stato ucciso (alcuni indizi lo facevano supporre), probabilmente perché non rivelasse altri nomi coinvolti in traffici di minori e orge a base di pedofilia e satanismo; forse, politici, finanzieri, e ambienti di Hollywood.

Un mondo “sotterraneo”, turpe, profondamente radicato negli Usa, ma anche sparso in altre parti del mondo. In passato s’era fatto proprio il nome di Bill Clinton come frequentatore di Epstein e ospite nella funestamente celebre “villa delle orge”. Clinton, pur avendo allora ammesso di aver viaggiato ben quattro volte con l’imprenditore a bordo dell’aereo personale di quest’ultimo, il “Lolita Express”, aveva sempre negato di aver messo piede nella famigerata residenza privata di Epstein.

Adesso ci sarebbe una testimonianza rilasciata in questi giorni dai media Usa che contraddirebbe platealmente l’ex presidente democratico, delle frasi scioccanti che l’ex dipendete di Epstein, Steve Scully, avrebbe rilasciato e che inchioderebbero Clinton, confermando ch’egli ebbe modo di frequentare l’orrida villa. Qui mi fermo.

L’aver bazzicato la villa di Epstein, non significa automaticamente che abbia preso parte alle delittuose orge, ma se la testimonianza di Scully fosse vera, Clinton avrebbe mentito. Ai tempi dello scandalo del sexgate che trascinò l’allora presidente, Clinton cercò a lungo di negare la sua relazione extraconiugale con Monica Lewinsky, finché alla fine, quando la verità divenne indiscutibile, dovette chiedere scusa alla nazione per aver mentito.

Noi di queste vicende private non ci occupiamo: se Clinton tradisce la moglie, sono affari privati e se la sbrigano tra loro. Ma se per otto anni il presidente della più grande potenza politica, economica e militare del mondo, alla guida di un’alleanza ideologica progressista mondiale, è stato coinvolto in crimini abietti come orge con minori, allora la questione diventa d’importanza collettiva. Mi auguro che questi sospetti siano smentititi. Mi auguro che Clinton sia stato solo un presidente molto popolare con idee politiche diametralmente opposte alle mie. Null’altro.

Ma ci chiediamo, è legittimo a questo punto dubitare? È doveroso accertare la verità? Che sarebbe accaduto se queste testimonianze avessero coinvolto Trump o Berlusconi? Ci chiediamo: cosa diranno adesso le femministe, i radical-chic, il movimento “Me Too”, i vari “Se non ora, quando”? Esigeranno chiarezza, o per i leader progressisti si concede il dubbio garantista? E Se davvero Epstein non si fosse suicidato? Se lo avessero eliminato perché non facesse nomi di potenti in Usa e nel mondo? E se fossimo appena alla punta dell’iceberg? Quanti e quali nomi si celano? E se fossimo sul punto di scoperchiare il vaso di Pandora?