Nel paese, in cui dominano, nello squallore più avvilente e deprimente, oggi i “giallorossi” e ieri i “gialloverdi”, abbondano ogni giorno interpretazioni assurde delle realtà, denunzie inconcludenti e prive di mordente, analisi del passato irritanti e manovre sul futuro ripetitive e solo “anacronistiche. Sulla scia di Ovidio e delle sue “Metamorfosi” il collega accademico Angelo Panebianco è arrivato incredibilmente ad “individuare” “continuità culturali e politiche” nei grillini e nei leghisti, due raggruppamenti vuoti, confusi, confusionari e capaci al massimo di camuffamenti strumentali.


Dopo le infinite riforme della Sinistra e del centro berlusconiano, comunque sempre pilotate dai burocrati demagoghi radical chic di viale Trastevere,è stato tentato l’ennesimo bilancio sulla situazione dell’istruzione e della scuola, come di solito circoscritto e privo di sensate denunzie. Sottovalutato gravemente è il rilancio dell’educazione civica compiuto in maniera del tutto stolida e supinamente accettato, al pari del taglio dei parlamentari, funzionale solo alle utopie casaleggiotte, da FdI.
Da rifiutare senza la minima esitazione è l’intervista della rediviva Rosi Bindi, peccatrice incallita, non pentita al pari di Salvini. Nonostante siano piazzati su trincee antitetiche e la toscana per il passato e il lombardo presente non riescono a rendersi conto dei macroscopi errori compiuti, pronti a ripeterli. La 68enne Bindi, già ricercatrice universitaria, dopo lo sfacelo delle famiglie e lo sbandamento della Chiesa, lega la mancata evoluzione del sistema democratico italiano all’uccisione di Moro, e non si avvede degli sbilanciamenti del pontificato di Bergoglio, preoccupato unicamente dell’ambiente, degli immigrati e delle diseguaglianze, come se, tanto per rimanere ai suoi immediati predecessori, S. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI fossero stati ottusi classisti e ostili alla natura, parola più impegnativa e seria del conformistico ed abusato ambiente.


Scadente, oltre che deludente, è il giudizio da esprimere sulla ripresa (straordinaria o prima di una serie?) tra Salvini e Berlusconi. Di Salvini si è detto mentre il secondo, ormai prossimo al raggiungimento degli 83 anni, mostra uno spirito autocratico insopportabile ed indelebile, tanto da “sculacciare”, escludendola dall’incontro, l’indisciplinata (recte, per una volta autonoma) scolaretta Meloni. All’esponente di FdI è necessario ricordare comunque che è stato un certo Cristoforo Colombo a scoprire l’America mentre dall’America sono arrivati nella II guerra mondiale gli alleati dei comunisti, i bombardieri responsabili con i bombardamenti della morte di decine di migliaia di italiani, i piloti della folle bravata del Cermis e gli assassini del povero vicebrigadiere Cerciello.


Ai tre, che si accingono o dovrebbero accingersi al rifacimento del vecchio minestrone politico, confezionato con ingredienti tratti dalla stessa cucina, va raccomandato, come compito primario serio ma tanto arduo, quello del recupero dei milioni di astensionisti.