Bergamo, aprile 2017.  Sul giornalino scolastico del Liceo psicopedagogico “Secco Suardo”, vengono pubblicati degli articoli di alcuni studenti su temi, oggi, particolarmente scottanti: contraccezione, aborto, omosessualità.
Articoli che trattano questi temi da un punto di vista diverso da quello che ci si aspetterebbe dalla generazione dei “millenials”, ormai sempre più bombardata da una vera e propria propaganda omosessualista e libertaria, che spinge i nostri giovani a non porsi più certe questioni morali e valoriali.
È sicuramente da lodare il coraggio di questi ragazzi che hanno deciso di esprimere le proprie opinioni in maniera chiara, netta e decisa, superando le barriere che nella nostra società il “politicamente corretto”, il buonismo radical chic, il ” boldrinismo ” stanno tentando di creare, zittendo chiunque abbia una voce fuori dal coro.
Non sono mancate, come da copione, le dichiarazioni indignate di chi di questo pensiero unico dominante è servo sciocco, di chi predica diritti, libertà e dice di essere dalla parte degli studenti, ma non lo è.
La sigla di sinistra “Unione degli Studenti”, è infatti immediatamente intervenuta invocando la censura di questi articoli, di queste idee, affermando che :” Riteniamo inaccettabile che in un liceo statale, nel 2017, sia dato spazio a idee pericolose e contorte che colpevolizzano scelte difficili e trasmettono concezioni medioevali” e continuano :”Troviamo inopportuno che articoli di questo tenore possano essere pubblicati nel giornalino scolastico ufficiale di un istituto con circa 1.500 studenti”. Insomma: chi non la pensa come noi, non può neanche essere pubblicato sui giornalini scolastici.
Ad attaccare gli studenti, sono intervenute anche l’arcigay e il tavolo contro l’omofobia di Bergamo, contestando la scelta del preside di non censurare gli articoli.
Credo sia giusto e sacrosanto dibattere su queste tematiche, anche nei Licei, e contestare le posizioni degli altri, ma credo sia altrettanto intollerabile criminalizzare e delegittimare l’avversario, senza entrare nel merito delle questioni. Una storia già vista.
In questo modo quelli che si dicono paladini dei diritti e della libertà, entrano in un corto circuito ideologico, in cui da una parte affermano di voler difendere e tutelare le diversità, e dell’altra vogliono solo chiudere la bocca a chi la pensa diversamente.
Noi stiamo quindi assolutamente dalla parte degli studenti, dalla parte di chi sta veramente sfidando il sistema ideologico dominante.
Questi articoli sono il segnale che c’è ancora speranza tra i nostri giovani, c’è ancora chi non si vuole arrendere, non vuole semplicemente distogliere lo sguardo da quanto sta accadendo, ma piuttosto cercare di riscattare la propria generazione, con la forza e la convinzione delle proprie idee.