Con una classe dirigente che becca schiaffoni da tutti, siano essi francesi o libici, tedeschi o austro-ungarici, l’Italia si accorge di avere un governo solo in ambito burocratico-amministrativo, nel senso che uno dei governi più inetti dell’intero pianeta impone, ai suoi malcapitati schiavi (dire sudditi è ormai riduttivo) ogni forma di corvées da Ancien Régime, per null’altra finalità che non sia mantenere lautamente se stesso e (sia pure in misura lautamente decrescente…) i suoi scherani e il suo bacino elettorale (quello dello “stipendio di scambio”, erroneamente definito “voto di scambio”).
       Tutto è paralizzato da tasse, balzelli, multe, autorizzazioni varie, lacci e lacciuoli, e ogni amministrazione che si sostituisce alle precedenti ha in genere qualche clientela nuova da mantenere (o rifocillare dopo un certo qual digiuno…).
       Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il fallimento, all’interno come all’estero. Siamo – come sempre e una volta di più – all’8 settembre. E la Repubblica – e questo mi fa ridere davvero molto – non solo non diventerà mai “sociale” (e questo, con il Pd al governo, lo posso largamente capire…) ma non riuscirà neppure a trovare dei vecchi o dei giovanissimi (da lei cresciuti nella sua “buona scuola”) a tentare un’ultimo colpo di coda e di orgoglio per difenderne l’onore (cosa palesemente impossibile, visto che non ne ha alcuno). Non ci sarebbe e non ci SARA’ uno ad alzare un dito, per farlo. Questo è bene che lo metta in conto fin da ora, perché scapperanno tutti e tutti prenderanno le distanze dal passato regime, molto più di allora…