Tre operai feriti gravemente sul lavoro a Padova. Cosa è cambiato rispetto a 10 e 100 anni fa? L’Inail, nel 2016 ha registrato 1.104 denunce di infortunio con esito mortale. Di solito quelle morti non fanno notizia. Eppure quel dato è addirittura sottostimato, dal momento che non conta gli infortuni dei lavoratori non assicurati all’Inail.

Non mancano gli inviti a indossare elmetti e imbracature, per proteggersi dai rischi lavorativi, mentre invece dovrebbe essere l’ultima soluzione da adottare, quando altra soluzione non è praticabile. Il Testo Unico sulla sicurezza lavoro lo dice espressamente: i dispositivi di protezione individuale, quali sono elmetti, autorespiratori, imbracature, “devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro”. Prima di questi dispositivi di protezione, le imprese dovrebbero: valutare i rischi; eliminarli e, dove ciò non sia possibile, ridurli il più possibile e alla fonte; sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; fare formazione. Obblighi spesso disattesi.

Anche di questo la politica deve occuparsi perché non si può morire di lavoro nel tempo della quarta rivoluzione industriale.