Si è riaccesa improvvisamente la guerra nel Donbass. Da ieri si combatte nuovamente nella zona industriale di Avdiivka. Come al solito le accuse, come le pallottole, rimbalzano tra le due parti. Gli ucraini lamentano la morte di tre soldati e il ferimento di altri 20, mentre i separatisti dell’autoproclamata repubblica di Donetsk denunciano l’uccisione di quattro miliziani e il ferimento di altri sette.

Di certo un bombardamento delle forze armate ucraine ha interrotto le forniture di energia elettrica alla miniera Zasiadko, nel Donbass, e 207 minatori sono rimasti bloccati nelle gallerie della struttura: lo sostiene un portavoce del ministero della Difesa dei secessionisti filo russi. Al momento, 92 minatori sono stati tratti in salvo.

Mosca accusa Kiev:  “Lezioni aggressive delle forze armate ucraine – ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov – stanno minando la messa in atto degli accordi di Minsk. Inoltre – ha aggiunto Peskov – sembra che compiendo queste azioni aggressive le autorità ucraine stiano cercando di distogliere l’attenzione da una situazione interna molto precaria”. Il portavoce del Cremlino ha poi affermato che “ieri non sono state unità militari ucraine ma alcuni battaglioni di volontari nazionalisti a cercare di attaccare il territorio controllato” dai ribelli, ma “con il sostegno dell’artiglieria ucraina”. “L’attacco è stato respinto”, ha dichiarato Peskov. Nel Donbass si continua a morire.