Vabbè, dai, c’è il COVID; abbiamo degli analfabeti antropomorfi al governo; la magistratura è affidabile come una banconota da 3 euro; delinquenti nostrani imbrattano monumenti sentendosi rivoluzionari; avanzi di galera importati a caro prezzo, in attesa di trovare l’indirizzo dell’INPS per pagarci le pensioni, ne combinano di tutti i colori per le strade; subumani si inginocchiano vergognandosi della propria pigmentazione, neanche accorgendosi di esercitare su loro stessi il razzismo di cui accusano gli altri.
Paghiamo gente che non è mai riuscita a fare un cazzo, perché aiuti il prossimo a trovare un lavoro; ad altri inviamo la mancetta di stato a casa, per integrare il reddito da lavoro nero. Aboliamo la povertà per decreto, dimentichi che l’imbecillità sia materia incontenibile.
Siamo l’unico paese dell’occidente che non ha riaperto le scuole, così che i ragazzi che bevono insieme la sera possano restare ben distanziati di mattina. Insegnano ai bambini che maschio e femmina sono categorie superate, figlie di un retaggio autoritario.  Ma, in compenso, abbiamo ARRESTATO Emilio Fede, perché è andato al ristorante a festeggiare il suo 89esimo (!) compleanno.