Non si è ancora placata in Nuova Zelanda l’indignazione per la strage nella moschea di Christchurch, anche se l’unanime sdegno è stato infranto da alcune dichiarazioni a dir poco scioccanti di personalità politiche e di comuni cittadini.

Un ex ministro del governo neozelandese, alla precisa domanda di una conduttrice televisiva, su cosa pensasse della strage con cinquanta vittime innocenti, ha risposto : “ Sono fatti che creano angoscia e allarme, ma vanno compresi. Certamente condannati. Il ragazzo che ha compiuto la strage si sentiva emarginato, non è stato aiutato nel suo percorso di crisi esistenziale.” “Il vero responsabile della strage è il ministro del governo neozelandese, un fanatico sostenitore dell’integralismo islamico. Chi semina vento raccoglie tempesta. L’autore del gesto è la vittima dell’odio di un codardo, travestito da ministro dell’interno.” “Un australiano con cittadinanza neozelandese è un neozelandese a tutti gli effetti. “Giovane squilibrato interrompe una funzione religiosa in una moschea.” Non altro, questo è il titolo che andava dato alla notizia. E il ministro dell’interno è un fanatico sostenitore dell’Islam.” Questi alcuni dei vergognosi commenti apparsi sul web.

Per fortuna del popolo neozelandese quanto ho riportato è palesemente falso, essendo stato il cordoglio profondo e la condanna unanime in tutta l’isola del Pacifico.

Per somma sfortuna nostra invece, le farneticanti dichiarazioni che avete letto sono purtroppo vere, nella sostanza,  pronunciate da esponenti della sinistra italiana. Basta sostituire allo squilibrato stragista criminale australiano che ha ucciso per odio razziale cinquanta innocenti islamici, il pazzo immigrato senegalese che voleva bruciare vivi cinquanta innocenti per odio etnico. Cambiando l’ordine dei fattori il risultato è diverso solo perché in Italia ci sono i carabinieri, veri angeli custodi di tutti noi.

Se qualcuno, in qualsiasi parte del mondo avesse espresso comprensione per quel fetido criminale che ha ucciso cinquanta cittadini neozelandesi, la condanna sarebbe stata unanime e, come si dice oggi, “senza se e senza ma”. Ma a parti invertite, dove il carnefice è l’immigrato e la vittima un inerme cittadino, in Italia i distinguo sono doverosi. E’ stata l’ex ministro del PD, Livia Turco, stasera abbracciata da Zingaretti, a pronunciare in televisione la frase :“ Sono fatti che creano angoscia ma vanno compresi”.

E’ dal mondo della sinistra che abbiamo letto i tweet prima citati, anche se adattati : “ Il vero responsabile è il ministro dell’interno fascio razzista, istigatore di odio razziale. L’autore del gesto è una vittima della propaganda dell’odio di un codardo, travestito da ministro dell’interno.” Per non parlare del :” Un senegalese con cittadinanza italiana è un italiano. E il titolo di questa notizia è: “Autista squilibrato crea code sulla Paullese. Non altro”. A questo perfetto imbecille potrei suggerire un altro titolo, restando nel grottesco :” Simpatico immigrato invita una scolaresca ad un barbecue sulla Paullese ma esagera con la carbonella.”

  La sinistra tutta è finita in un cul de sac ideologico da cui non riesce ad uscire, dove non c’è il minimo di buon senso, dove la ragione è semplicemente assente, in un medioevo delle idee dove diventa difficile perfino dimostrare che l’erba è verde ed il cielo è azzurro se cio’ è incidentalmente in contrasto con il pensiero unico.

Nella loro folle visione del mondo, alla gioia dei ragazzi sopravvissuti ad una strage che si presagiva orrenda anche nei modi, i sinistri pensano solo a rosicare perché lo stragista mancato è un immigrato senegalese e rosicano ancor di più perché gli eroi sono i nostri carabinieri.

Noi siamo semplicemente felici per il sorriso di quei ragazzi, perché sono stati in gamba, hanno subito pensato alla famiglia per chiedere aiuto, alle loro mamme ed i loro papà, e con l’aiuto di Dio e della Patria si sono salvati. Ma guarda un po’.