Non solo esiste un piano per i membri interni all’Unione Europea di rapida sostituzione dell’euro e di ritorno al conio nazionale in caso di insostenibilità monetaria a Francoforte, ma anche un altro in caso di grave pericolo per la Regina e gli altri componenti della Casa Reale, nell’ipotesi di violenze per le strade, per le piazze e per le vie di Londra scatenate dalla massa di minoranza furente ed iraconda a causa dell’uscita dall’Unione Europea, che formalmente dovrebbe partire il prossimo 29 marzo alle ore 23, e sostanzialmente il 1° gennaio 2021.

Secondo il “Sunday Times” si tratterebbe della riproposizione, in strategia d’esecuzione aggiornata alla realtà urbanistica londinese odierna, della vecchia Operazione Candid, che sarebbe scattata nel corso del secolo scorso e per la precisione durante la Guerra Fredda in caso di attacco missilistico nucleare proveniente dal Patto di Varsavia o dalla stessa Unione Sovietica. Nel 1962 l’evacuazione della Regina Elisabetta e del consorte il Duca di Edimburgo sarebbe dovuta avvenire via mare, per mezzo dello yacht reale Britannia. Il Governo Conservatore, diretto da Theresa May, in caso di “No deal” Brexit avrebbe allestito l’Operazione Yellowhammer. La Regina Elisabetta era intervenuta recentemente nel dibattito politico (caso raro) invitando il parlamento ad individuare “basi comuni e a non perdere mai la visione di insieme”. La Sovrana britannica ha però piena potestà di rifiutare il suddetto piano di evacuazione in caso di pericolo, non sarebbe quindi coercitivo ma a totale discrezione della Regina e del Duca di Edimburgo aderire alla Operazione Yellowhammer.

Per voce del Ministro degli Interni, Sajid David, il Regno Unito è comunque pronto ad affrontare ogni evenienza dichiarando che “il Paese rimarrebbe uno dei più sicuri del mondo. Ci sarebbero dei cambiamenti in termini di accesso ai database di alcuni archivi di sicurezza”.

Sempre dalle righe del Sunday Times il Primo Ministro, la Signora May, ha espresso la volontà di tornare a Bruxelles “con un mandato rafforzato, nuove idee e una rinnovata determinazione” al fine di mantenere invariato il calendario esecutivo della Brexit, già in precedenza da ella incardinato, questo, sul piano della coordinazione investigativa internazionale e della sicurezza interna al Regno Unito, permetterebbe di non vanificare gli elementi di intelligence acquisiti negli anni.

Diversi leader, tra cui Angela Merkel, hanno già confermato la disponibilità al dialogo senza però cambiare il testo dell’accordo precedente: “soft Brexit”. Il Ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, all’indomani della ottenuta fiducia al Governo britannico aveva minacciato Londra, rimarcando con durezza che “il tempo per giocare è finito”. Il capo-negoziatore incaricato dall’Unione Europea, Michel Barnier, gli aveva fatto eco, dichiarando che“non è mai stato così elevato il rischio di una uscita del paese dall’Unione senza un accordo. La nostra determinazione è evitare uno scenario di questo tipo, ma abbiamo anche la responsabilità di essere lucidi”.