Se esistesse un Ground Zero dell’inchiesta Angeli e Demoni, il cuore dello scandalo si troverebbe sicuramente nella provincia di Reggio Emilia. Basta osservare quanto accadde nel 2017 ai margini della tradizionale kermesse al Campovolo di Reggio, nel corso di quella che una volta era la principale Festa dell’Unità, quando il ‘giornale fondato da Antonio Gramsci’ era ancora uno dei pilastri informativi del fu PCI e successive trasformazioni.

Passata l’epoca delle salamelle arrostite dai militanti e degli stand dedicati ai bisogni del proletariato con la trasformazione del PCI abbiamo quindi assistito anche a una trasformazione quasi antropologica degli argomenti trattati. Mercoledì 13 settembre di quell’anno, infatti, una semi sconosciuta associazione ‘Sinonimia TeatroCulturaBellezza’ di Reggio Emilia promuove un dibattito dedicato alle “nuove” famiglie (le virgolette sono usate da chi propone l’evento) nell’ambito del progetto AffidarSi sponsorizzato e sostenuto dal locale PD.

Le finalità, descritte sinteticamente dagli organizzatori riguardano: “un modo di fare informazione orizzontale e inclusiva; un luogo di ascolto e narrazione in cui le Famiglie s’incontrano con i Servizi Sociali per condividere un obiettivo: la protezione di tutti i bambini.” Pudicamente nascosti da nobili fini, però, quelli che saranno i veri obiettivi di questo progetto lo abbiamo visto in realtà dalle recenti cronache giudiziarie.

Comunque procediamo con ordine.

Le immagini della serata ci permettono di apprezzare un grande pannello con il logo di AffidarSi che campeggia dal palco della manifestazione accompagnato dalle bandiere del partito di Zingaretti (che oggi strilla al complotto quando viene accostato alle vicende di Bibbiano) oltretutto sullo stesso palco, proprio sotto la gigantografia di AffidarSi, si vede lo psicologo santone di ‘Hansel e Gretel’ Claudio Foti ripreso accanto al sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.

Soffermandosi un attimo a considerare il curriculum di Claudio Foti, inoltre, pare che questo controverso personaggio (nel corso delle intercettazioni ambientali sugli affidi, gli inquirenti si sono imbattuti in elementi a suo carico che hanno portato anche a una denuncia per maltrattamenti in famiglia) sia addirittura privo di una laurea inerente i suoi incarichi (avrebbe solo conseguito un titolo in lettere conquistato a Torino da studente fuori corso dopo ben otto anni) riuscendo quindi a iscriversi all’Ordine degli psicologi solo per una sanatoria e in forza di ciò a operare per conto della Onlus Hansel e Gretel nell’area emiliana, dove poteva contare sui buoni rapporti con le amministrazioni rosse locali.

Soffermiamoci però, ora, sui relatori proposti per il dibattito da AffidarSi.

Si tratta di Margherita Graglia, definita ‘Psicoterapeuta, formatrice, saggista’, di origine piemontese ma con grandi addentellati in Emilia, come testimonia il curriculum nel quale rivendica le sue principali competenze professionali legate tutte all’omosessualità, tra cui essere: ‘formatrice sui temi della visibilità delle persone LGBT’; ‘docente per il seminario “Prevenzione e contrasto dei crimini d’odio e delle discriminazioni contro le persone LGBTQI”’; ‘docente per il corso “Identità sessuale e omo-transfobia”’; ‘coordinatrice del Tavolo di lavoro interistituzionale del Comune di Reggio Emilia per il contrasto all’omotransnegatività e per l’inclusione delle persone LGBT’; ‘consulente tecnico nella “Commissione per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri’.

Non manca neppure una figura istituzionale strettamente legata alla gerarchia del partito di riferimento, come l’On. PD Micaela Campana all’epoca membro della Commissione Giustizia della Camera (inciampata però in un’accusa per falsa testimonianza per le sue deposizioni su Mafia Capitale) ma anche una figura ‘tecnica’ come quella del giudice del Tribunale di Bologna Marco Gattuso, già autore di una ‘storica sentenza’ (come la definisce il sito gay.it) sulla genitorialità delle coppie omosessuali, direttore del sito Articolo29 (che si occupa di famiglia, orientamento sessuale e identità di genere) già unito in matrimonio in Germania con il compagno col quale ha una relazione da oltre vent’anni e con cui convive con il bimbo avuto in adozione.

E’ la figura del ‘moderatore’ tuttavia a suscitare le maggiori perplessità. La vera cartina di tornasole, a rendere tutto drammaticamente chiaro, è proprio quella Fadia Bassmaij, animatrice dell’associazione ‘Sinonimia TeatroCulturaBellezza’, omosessuale dichiarata ed ex compagna proprio dell’Assistente Sociale di Bibbiano Federica Anghinolfi, la ‘papessa’ al centro dell’inchiesta sulla sottrazione di minori alle famiglie, con la quale alla fine della loro relazione ha comunque mantenuto buoni rapporti, al punto da ricevere in ‘dono’ una bambina – strappata ai genitori naturali – di cui occuparsi insieme alla nuova ‘convivente’ ovviamente gratificata dagli importanti ristori economici disposti proprio dai Servizi Sociali emiliani.

Fadia Bassmaij, conosciuta anche per il suo attivismo nella propaganda delle teorie Gender, oltretutto è accusata anche di maltrattamenti nei confronti della minore affidatale.

Più che un convegno dedicato ai minori il palco del convegno pare dedicato a una ‘compagnia di giro’ di figuranti pronti a sostenersi a vicenda nell’argomentare a favore delle politiche omofile dei Dem, ben testimoniate nel DDL Cirinnà che non manca mai di incitare all’odio nei confronti delle famiglie. Proprio a lei, del resto, dobbiamo l’accostamento tra famiglia tradizionale e fascismo, la sempreverde damnatio moralis.

Come si vede la moderna Idra, mostro che la mitologia voleva nato nelle sorgenti di Amimone, è risorto dalla palude rossa nell’Emilia del predominio politico del PD con molte più teste del suo predecessore. Tuttavia gli antichi ci hanno insegnato che i mostri possono essere sconfitti, e che finché ci saranno uomini di coraggio pronti a battersi non l’avranno mai vinta.