È strano il mondo, e molto ipocrita. Un poliziotto americano, abusando del suo potere provoca la morte di un afroamericano e tanto basta per scatenare una manifestazione di protesta collettiva che dagli Usa si propaga in tutto il mondo. Contemporaneamente in Cina, la dittatura comunista reprime nella violenza più orrida le manifestazioni di un popolo che chiede democrazia e libertà, ma nessuno manifesta per loro, nessuno s’inginocchia, nessuno dedica un’opera d’arte, neppure Papa Francesco proferisce parola. Come mai?

E quando il centrodestra italiano è sceso in piazza il 2 Giugno, pacificamente, democraticamente, per chiedere più risposte all’emergenza democratica ed economica provocata dal Covid-19, i giornalai delle sinistre si sono sgolati contro le presunte violazioni del distanziamento sociale, ma quando a manifestare sono gli “Antifa” o le Sardine, provocando veri assembramenti, nessuno apre bocca. Perché?

Se un poliziotto sbaglia, è giusto che paghi, ma non si capisce per quali ragioni l’intera polizia americana e occidentale debba essere indicata come violenta e razzista, e men che meno si comprende perché Donald Trump dovrebbe essere considerato direttamente o indirettamente responsabile per la morte di Floyd. Ancor più inaccettabile che si usi il pretesto della morte di Floyd per giustificare violenze, vandalismo e azioni insurrezionali. Anche perché il Presidente Usa, ha subito condannato il delitto Floyd, invocando per lui giustizia, ma ha anche subito stigmatizzato le violenze che erano seguite da parte dei manifestanti, twittato che “Antifa” sarebbe stata considerata un’organizzazione terroristica. Una bomba!

In realtà le parole di Trump rischiano di esser fraintese: con “Antifa”, non s’intende il valore intrinseco dell’antifascismo, bensì, un movimento ben preciso, con l’acronimo “Antifa”; un collettivo antifascista internazionale extraparlamentare su posizioni comuniste, anarchiche e socialiste libertarie, che protesta solitamente in forma violenta, in nome di una fumosa eterna lotta contro un fascismo inesistente. Trump ha ragione da vendere. La tragica morte di un afroamericano per mano di un poliziotto bianco, diventa di colpo il pretesto per dare battaglia contro “i bianchi”, “gli sbirri”, “i maschi”, “il patriarcato”, “il cattolico”, “il conservatore”, “la destra”; e ovviamente, il nemico numero uno è lui, Donald Trump.

Subito artistoidi e pseudointellettuali con i panfili, si sono allineati e usano la morte di Floyd come una cinica clava da brandire contro il nemico. Fa ridere Myrta Merlino che s’è esibita in un inginocchiamento in diretta TV, su La7, la rete televisiva regina del politically correct dell’ideologia radical-chic. Perché se il movimento protestatario è nato in Usa, ovviamente è subito diventato globale, come se tutto il mondo occidentale fosse colpevole di una singola azione di un poliziotto. Ma curiosamente, nessuno di loro protesta per le sanguinose repressioni in Cina, perché protestare contro il razzismo è doveroso, farlo contro l’egualitarismo marxista è un atto blasfemo nei confronti dell’ortodossia dominante della “lotta di classe” di ritorno.

Alla fine, il pregiudizio progressista è quello di odiare l’Occidente eternamente colpevole, e di rovescio, vedere nell’entità straniera il “sol dell’avvenire”; un tempo era l’Urss di Stalin, poi la Cuba di Fidel Castro, oggi la Cina, attualmente l’unica potenza che possa scavalcare economicamente gli Usa, affinché, estenda su tutto il globo, l’orrida utopia del socialismo reale. Questi rivoluzionari da salotto, vorrei davvero sbatterli in Cina e fargli sperimentare anche solo per poco tempo, cosa significhi quel “paradiso comunista”, lontani dal benessere e la libertà di cui loro stessi godano, sputando nel piatto nel quale mangiano. Alla base di tutto perciò c’è, da parte di questi decerebrati che non sanno neppure loro per cosa lottano, un miscuglio di malafede e ignoranza, invocando diritti civili e sociali che proprio in quei paesi che loro indicano come modelli, sono sistematicamente negati con una violenza repressiva senza uguali.

Ma ovviamente questi movimenti, non nascono dal nulla, son tutt’altro che spontanei e dietro ci sono le solite “manine”. Solo per fare alcuni nomi: Soros, Rockefeller, Rothschild, che fanno confluire fiumi di denaro a questi movimenti allo scopo di scalzare Trump (e tutti i sovranisti vari) e favorire i Dem. Proprio di questi ultimi tempi, Rothschild ha ammesso pubblicamente che Trump è un ostacolo al Nuovo Ordine Mondiale. Purtroppo per questi signori “Illuminati”, le cose rischiano di andare in direzioni molto diverse da quelle loro sperate. Se è vero che i sondaggi politici danno Joe Biden nettamente avanti a Trump, la corsa per le presidenziali di Novembre, è ancora lunga, e i dati sull’occupazione Usa che sono stati diffusi in questi giorni sono un colpo terribile per i Democratici, infatti, contro tutte le previsioni che annunciavano un disastro, i posti di lavoro effettivi nella nazione a stelle e strisce, sono cresciuti di 2,5 milioni.

A questo punto alle sinistre non resta che attaccarsi al Covid-19 e alle sbracate proteste degli Antifa. Ma proprio quest’ultime, potrebbero avvantaggiare ulteriormente i Repubblicani, perché, in Usa, quando le proteste diventano troppo violente, in genere l’America profonda, la “maggioranza silenziosa”, reagisce chiedendo quello che in queste ore Trump ha promesso: “Legge e ordine”.