Ernesto Maria Ruffini non dovrebbe ricoprire l’incarico della direzione interna alla Agenzia delle Entrate. Matteo Renzi, nel corso dell’ultimo consiglio dei ministri, il responsabile all’Economia avrebbe infatti indicato proprio Ruffini per la nomina della suddetta responsabilità. Ma i 5 Stelle lo hanno ufficialmente fermato con un duro comunicato. E’ stato Luigi Di Maio in persona a porre il veto intorno all’area de Italia Viva e a Ruffini. Quindi c’è stato, se non è ancora in atto, un tentativo di sostituire il Generale della Guardia di Finanza, Antonino Maggiore, in carica, nominato nell’estate dello scorso anno. Di Maio in quell’occasione aveva dichiarato: “E’ un nome di garanzia, di grande esperienza e di onestà che mi riempie di orgoglio… Abbiamo anche azzerato i vertici dell’Agenzia delle dogane e dell’Agenzia del demanio”. Dove c’erano rispettivamente un ex sindaco del Pd e un ex parlamentare del Pd ora ci sono Benedetto Mineo e Riccardo Carpino.

Italia Viva potrebbe insistere e rilanciare l’indicazione di Ruffini, puntando sulle divisioni interne ai pentastellati. I renziani conservano rilevanti incarichi pubblici, come Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Si tratta di Una S.p.A. controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, gestisce incentivi tesi a favorire la nascita di nuove aziende e le startup innovative, insomma una vera propria stazione appaltante intorno agli interventi strategici territoriali. Un ente particolarmente sensibile, quindi, al consenso elettorale. A capo c’è Andrea Viero, già manager vicino all’ex ministro Graziano Delrio, nel consiglio d’amministrazione è presente anche Stefania Covello (in quota a Italia viva) fedelissima di Matteo Renzi.