Di fronte all’aggressione nei confronti dei dirigenti e dei militanti del PdL, presenti, sabato scorso, alla manifestazione di Brescia,  ci saremmo francamente aspettati indignate attestazioni di solidarietà, soprattutto da parte degli avversari politici e degli organi d’informazione non vicini al centrodestra . Purtroppo niente di tutto questo. Confermando una pericolosa deriva  “giustificazionista”, gli assalitori si sono trasformati in blandi oppositori, i violenti in contestatori, i disturbatori in contromanifestanti. In fondo – si è potuto leggere tra le righe delle cronache –  gli “assaliti”, subito bollati come “fans di Berlusconi”, un po’ se la sono cercata. E dunque…la colpa, direttamente o indirettamente, è sempre del Cavaliere, che – parole di Nichi Vendola – “fa ripartire la campagna destabilizzante contro l’indipendenza e l’autonomia della magistratura,  così creando  “una frattura dell’ordine democratico a cui è necessario reagire”…

Il clima, non solo a Brescia, non è dei migliori. A Roma, non sono un bell’esempio le due aggressioni, una al gazebo di Gianni Alemanno, a piazza Bologna, e un’altra a quello di  Ignazio Marino, da parte di  persone incappucciate che sono entrate di forza ed hanno agito  con violenza, rivendicando poi l’azione da parte  del  comitato “Nessuno sindaco”. Come inquietante è il raid, filmato, diffuso in “rete” e subito ripreso dal sito de “La Repubblica”, a Renata Polverini, aggredita l’altra sera da un gruppuscolo di provocatori dell’ultrasinistra che hanno fatto irruzione in un ristorante di Roma, dove la parlamentare del Pdl, ex presidente della Regione Lazio, stava cenando con alcuni  iscritti e candidati  del centrodestra.  Ancora più inquietanti gli “apprezzamenti”, vere e proprie istigazioni a delinquere, leggibili su YouTube postati a commento dell’impresa.

Da Brescia a Roma, ma gli episodi spesso  sfuggono,  nascosti nelle cronache locali,  con la violenza  cresce il clima di assuefazione.  In troppi giustificano o tendono a sottovalutare, se non a condividere. La verità sfuma. Gli aggrediti non appaiono più tali. Gli aggressori vengono “nobilitati” dalle “ragioni” della protesta.

Ricordate la favola antica sul lupo e l’agnello ? “Superior stabat lupus…” con quel che segue…L’impressione, guardando a certe vicende, è che niente sia cambiato. Dietro le belle parole sulla democrazia da  “salvare”, non c’è che la volontà prevaricatrice nei confronti del “nemico”, a cui vengono  addebitate, a prescindere, le peggiori nefandezze politiche ed umane. Il “dialogo” lascia il campo all’invettiva, mentre emerge da sinistra una sorta di razzismo politico, irrazionale ed inquietante, alimentato dal sottobosco dell’informazione e dalla vulgata della “rete”.

Stiano attenti gli intolleranti-per-partito-preso. Come c’insegna un passato relativamente recente la via della violenza è scandita da una pericolosa progressione. Dalle parole ai “fatti” la via è più breve di quanto non si creda. E allora correre ai ripari sarà difficile.