Neppure la caccia alle streghe scatenata negli USA dal senatore Joseph McCarthy, ossessionato dalla penetrazione dei comunisti nella società americana dopo quelle di URSS e Cina. Neanche nell’epoca sanguinosa del terrorismo armato in Italia o negli anni delle bombe della ‘strategia della tensione’ nessuno è mai arrivato a proibire le feste di amici tra le mura domestiche. Dovevano arrivare al Governo una banda di incapaci abusivi a imporre queste assurde misure liberticide e un cambio così radicale dei costumi.
Dopo le esortazioni di un ministro della Salute che di cognome fa Speranza ma invece semina disperazione con le sue parole appena apre bocca, ecco trasformati alcuni cittadini in una banda di delatori. Se la buonanima di Ceasescu tornasse in vita verrebbe roso dall’invidia per la ‘Securitate’ messa su in quattro e quattr’otto dal ministro rappresentante di un partito che fa di nome Liberi e Uguali.
Le cronache delle ultime ore, infatti, ci consegnano i resoconti delle valorose azioni delatorie che hanno permesso a Brescia e a Vercelli di sgominare pericolosi assembramenti in salotto di 7 e addirittura 8 pericolosissimi elementi pronti a brindare e a spartirsi fette di torta privi di mascherina. Impudentemente impegnati a festeggiare il compleanno di uno di loro, senza alcun rispetto per la salute pubblica, si sono dati appuntamento manco fossero a una Festa dell’Unità od a una manifestazione sardinesca.
Davanti all’intervento degli integerrimi tutori dell’ordine però, che hanno inflessibilmente comminato loro le sanzioni di legge, pare che si siano vanamente giustificati per l’eccesso dei partecipanti con la presenza dei soliti ‘imbucati’.
Dura Lex Sed Lex avrebbero risposto gli zelanti funzionari intervenuti, scoprendosi improvvisamente latinisti per l’euforia di non venire ricoperti di sputi diversamente da quanto gli accade quando cercano di identificare qualche ‘risorsa’ al posto di rassegnati giovani italiani.
Colpisce, peraltro, la chirurgica precisione dell’apparato psicopoliziesco realizzato dallo Speranza, che guardandolo in faccia non fa davvero trasparire tutta questa acutezza. E’ bastata una sua pubblica esortazione, infatti, per mobilitare ‘antenne’ in grado di segnalare e denunciare, così come è stata pronta ed immediata la risposta dei tutori dell’ordine. Una vera trasformazione, una ventata di efficienza alla ‘macchina dello Stato’ da tempo dimenticata.
Non ho molta Speranza, però, che funzionerà anche per gli spacciatori africani che bivaccano assembrati nel centro delle città. Anche perché mica festeggiano il compleanno di nessuno, semmai celebrano il funerale dell’Italia…