La notizia è ormai nota a tutti: l’Unione Europea ha bocciato la manovra economica del governo italiano e ha intimato il nostro Paese di cambiarla entro tre settimane. La notizia non ci sorprende affatto; la bocciatura era nell’aria, ma non ha precedenti nella storia dell’Ue. Non era mai successo che una manovra economica finanziaria di uno stato nazionale sovrano membro dell’Unione, venisse “respinta” e si ammonisse il governo di cambiarla.

Ma di fronte a questo fatto, ci domandiamo: cosa deve indignarci? L’eventuale impreparazione del governo gialloverde (o gialloblù), oppure l’atteggiamento minaccioso dell’Ue che ci ordina cosa possiamo e dobbiamo fare, violando la nostra sovranità? Centrosinistra e centrodestra attaccano da diverse sponde il governo (ovviamente su basi opposte), ma dobbiamo riflettere su una questione: la sovranità nazionale italiana, è stata più volte insidiata dai poteri forti dell’euromondialismo. Per esempio nel biennio 1992-1993, quando il golpe giudiziario di Mani Pulite spazzò via il pentapartito esponendo il nostro Paese alle speculazioni contro la lira operate da Soros (con la complicità dell’allora Presidente del Consiglio, Ciampi), e iniziarono – con la scusa della necessità di ridurre il debito pubblico – le privatizzazioni che svendettero settori strategici dell’economia nazionale, preambolo dell’ingresso dell’Italia nell’Ue.

Un altro momento drammatico per l’Italia, è stato nel 2011, dopo che l’allora premier Berlusconi si era permesso di avviare politiche economiche ed energetiche vantaggiose per l’Italia, con accordi con la Libia di Gheddafi e la Russia di Putin: tanto bastò per scatenare le “primavere arabe”, la guerra in Libia e il rialzo dello spread che alla fine costrinsero il Cavaliere a dimettersi, cedendo più per ragioni personali che nazionali.

Per il momento, Di Maio, Salvini e il premier Conte precisano che loro non cambieranno di una virgola e tireranno dritto. Vedremo. Ovviamente i mercati si scagliano contro l’Italia per farla desistere. Ma perché questa manovra non piace alla Commissione Ue? Semplice: perché per la prima volta un governo italiano non si è appecoronato ai desiderata dei poteri forti euromondialisti. Non piace per esempio lo stralcio della Legge Fornero (che fu voluta da Monti, ma ricordiamocelo, passò grazie ai voti della maggioranza parlamentare Pd-Pdl), e non piace il Reddito di cittadinanza, indicato da Forza Italia come “assistenzialista” (peccato che nel programma del centrodestra era presente sotto nome di “Reddito di dignità”). Insomma le manovre economiche-finanziare dei governi nazionali sovrani, devono essere obbligatoriamente “liberiste”, prevedere privatizzazioni, e vessazioni d’ogni genere contro lavoratori e pensionati, per difendere privilegi delle banche, delle multinazionali, e dei poteri oligarchici, altrimenti il governo deve andare a casa.

Circola poi una notizia (non confermata) che si starebbe preparando un non ben precisato “golpe” entro il 2018 per far cadere l’attuale governo. E basta vedere i nomi di chi boccia la manovra, per capire da che parte stia la ragione; due nomi per tutti: la rediviva Elsa Fornero e l’evergreen Romano Prodi. Sarebbero sufficienti questi “indizi”, per capire che chi veramente è sovranista, dovrebbe dimostrarlo con i fatti, e non con le parole, e che si può non condividere molte cose del governo, ma alla fine si deve pur scegliere se stare con l’Italia o con l’euromondialismo. Anche perché nel frattempo, alle elezioni nel Trentino-Alto Adige, la Lega ha fatto di nuovo il pieno di voti, il che significa – al di là della retorica – che la linea salviniana convince e che di conseguenza, gli attacchi al governo, suonano come attacchi contro la volontà popolare della maggioranza degli italiani.