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Sino a ieri Goro era nota ai più per essere la patria di Milva. Altri conoscevano il paese del Delta per i pescatori e per l’ottimo pesce che si poteva acquistare a cifre ragionevoli. Ora Goro e la vicina Gorino sono diventate il simbolo della rivolta popolare contro l’arroganza del potere sulla questione dell’invasione senza freni. Una questione di principio, in questo caso, più che un problema di ordine pubblico. Perché nel Delta del Po erano destinati pochi migranti, donne e bambini. Dunque nessuna paura da parte degli abitanti ma la rabbia perché il prefetto ha deciso senza avvisarli, senza un confronto. Li ha considerati sudditi che dovevano ubbidire e non cittadini che dovevano essere informati e che dovevano condividere una decisione. Questioni di principio e in Italia non si è più abituati a lottare per difendere un principio.
Oddio, ormai non si lotta più neppure per questioni di denaro. Schiacciati dalla rassegnazione, dal conformismo, dalla paura di essere additati come razzisti, oscurantisti, retrogradi, sessisti (l’accusa dipende dall’occasione), da un’accozzaglia di giornalisti di servizio che poi si chiedono pure il motivo del crollo delle vendite dei loro giornali.
A Goro e Gorino, invece, hanno avuto il coraggio di dire di no. Magari nei prossimi giorni, per evitare le solite accuse, faranno marcia indietro ed accoglieranno le nuove risorse, magari con fiori e giocattoli. Perché la gente del Delta ha un grande cuore. Ma ha anche un grande carattere. Nessuno, da queste parti, è così povero da non potersi permettere un coltello, scriveva tanti anni fa Bacchelli. Era il Mulino del Po, lettura probabilmente ignota al bugiardissimo ed a qualche suo prefetto.
Lettura consigliata a lorsignori. Perché Goro potrebbe essere solo un episodio. Oppure potrebbe essere il primo segnale di una misura che ormai è colma e rischia di strabordare. Nel Delta sono abituati a confrontarsi con le piene e le rotture del Po. Non è detto che il bugiardissimo e la sua banda siano pronti ad affrontare l’emergenza di una esondazione della rabbia popolare che dovesse diffondersi. E non basteranno le auto censure dei giornali di servizio. O delle tv di regime. In Francia la rivolta sta cominciando ad allargarsi, nonostante la mancanza di informazione ufficiale. Ed il pesce di Goro potrebbe finire sulla faccia dei responsabili di questo disastro.