La polizia di Colombo ha arrestato il suo capo, Pujith Jayasundara e l’ex segretario della Difesa Hemasiri Fernando. I due alti funzionari statali sono accusati di non aver allertato gli organi di sicurezza e aver così favorito le stragi di Pasqua contro tre chiese e tre hotel di Colombo. I massacri, compiuti in un giorno di festa, hanno causato la morte di 258 persone e il ferimento di altre 500.

Il portavoce della polizia fa sapere che l’accusa principale è l’aver agito con negligenza. Il loro atteggiamento, aggiunge, ha portato a compiere “crimini contro l’umanità”, e per questo “meritano di essere incriminati per omicidio”. Dopo la carneficina del 21 aprile scorso è emerso che i servizi d’intelligence indiani avevano diramato tre allerte terrorismo nelle settimane precedenti gli attentati, rimaste ignorate dai vertici dello Sri Lanka. Il primo avvertimento risaliva al 4 aprile; l’ultimo a poche ore prima delle esplosioni.

Le informative indiane mettevano in guardia le autorità di Colombo per le attività di Zahran Hashim, leader del gruppo fondamentalista National Thowheed Jamath (Ntj) autore degli attentati. Secondo i servizi segreti di Delhi, il terrorista, morto nelle stragi, da tempo sondava la possibilità di creare una fazione dello Stato Islamico (che ha rivendicato i massacri) tra India del sud e Sri Lanka.

Dopo gli attentati lo stesso presidente Maithripala Sirisena era stato costretto ad ammettere, non senza imbarazzo, di non aver ricevuto alcuna allerta dagli organi di polizia. Per questo ha chiesto le dimissioni di entrambi gli arrestati: Fernando le ha rassegnate pochi giorni dopo la strage; Jayasundara invece si è rifiutato, e per questo è stato sospeso.

Fonte Asia News