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Dunque, il problema italiano e’ l’incompetenza a governare Roma, figurarsi l’Italia, dei Cinquestelle. Questa e’ l’unanime conclusione delle “prime” penne nostrane, da De Bortoli a Polito, da Rizzo a Stella a Mentana : quale con tronfio accoramento, quale con malcelato compiacimento, quale con simulato scoramento. L’ennesima fiera del conformismo, dell’opportunismo, del servilismo dell’editoria e del giornalismo italiani. Che non denunciarono in corso d’opera il sistematico sacco di Roma, perpretato dalle Giunte capitoline, da Veltroni a Marino, da Rutelli ad Alemanno; non spiegano oggi il disastro romano; ma si accaniscono contro chi non vi ha affatto concorso, perché in due mesi non ha risolto nodi, che nemmeno la spada di Alessandro Magno potrebbe sciogliere.
E’ vero, l’esordio dei penta-stellati non è incoraggiante. Anch’essi sono italiani cresciuti in questa Repubblica democratica e antifascista, fondata a parole sul lavoro, ma nei fatti sull’imbroglio, sul malaffare e sul clientelismo. La mela non cade lontano dall’albero. Ed anche le mele dei Cinquestelle sono in parte bacate. Ma il verme che ha corroso e marcito l’Italia e’ antecedente. Risale alla reintegrazione della mafia in Sicilia ad opera degli americani. Risale alla lottizzazione antifascista dello Stato e degli Enti pubblici, economici e non. Risale alla corruzione delle alte magistrature e della burocrazia. Risale al consociativismo cattocomunista, a De Mita, a Moro, a Berlinguer. Si e’ nutrito del conformismo dei Montanelli, dei Biagi, degli Agnelli, dei Crespi, dei Moratti, dei Berlusconi.
Si e’ pasciuto d’un’opinione pubblica beccalona, imbeccata dagli accademici di Capalbio, nemmeno distratti da qualche decina d’immigrati, come forse oggi.
Il verme e’ diventato un’orca assassina che ha sventrato l’Italia da ogni pudore, da ogni inibizione, da ogni preoccupazione del futuro.
Come potrebbero “gli incompetenti grillini” riparare i guasti “dei competenti ” predecessori?
Analoga messa in scena sta avvenendo per il terremoto di Amatrice e dintorni. Incautamente proprio oggi il Corriere della Sera ricorda i terremoti precedenti, Irpinia-Molise – Aquila -Emilia, quelli intervenuti a legislazione antisismica vigente, con centinaia di indagati ed imputati, cinque soli condannati anni dopo, tre in complesso detenuti!
In Irpinia, in cui si accertarono responsabilità clamorose e vergognose speculazioni, cui dette voce per cinico calcolo populista lo stesso Pertini, Presidente della Repubblica, su 107 imputati nessun colpevole.
Non servono più le toghe dei magistrati per schermare le immondizie morali del sistema. Anche i più lenti hanno capito che ne sono parte.
Lo capiranno anche i grillini?