A 100 anni compiuti da qualche mese, il 28 novembre 2007 morì la pilota di aerei Elly Beinhorn, tedesca di Hannover. Una lunga vita dedicata all’avventura.
Negli anni Trenta aveva battuto vari record, dal giro del mondo in solitaria ai voli intercontinentali in 24 ore a quelli sull’Africa.
Non erano mancati gli incidenti come quando il suo aereo cadde nella foresta vergine tra Mali e Niger e lei riuscì a salvarsi grazie all’aiuto di una tribù locale.
Nei suoi viaggi intercontinentali aveva conosciuto ed era divenuta amica anche della sua omologa americana Amelia Earhart, destinata a sparire nel 1937 durante un volo in Oceania, e del leggendario Charles Lindbergh, l'”aquila solitaria” che fu anche il coraggioso politico oppositore del bellicista Roosevelt.
Elly Beinhorn nel 1932 aveva sposato il pilota di auto da corsa tedesco Bernd Rosemeyer che lo stesso anno vinse il Campionato dei piloti (equivalente all’attuale Formula 1); un matrimonio breve, interrotto dalla morte sulla strada di Rosenmeyer nel 1938. Del marito scrisse una appassionata biografia: “Mein Mann, der Rennfahrer. Der Lebensweg Bernd Rosemeyers”.
Nel 1941 si risposò con l’industriale Karl Wittmann; la nascita dei loro figli fu causa di impedimento per una sua partecipazione come pilota alla Seconda guerra mondiale durante la quale i suoi cimeli andarono distrutti durante i bombardamenti di Berlino.
Una donna coraggiosa Elly Beinhorn, come le sue connazionali delle quali abbiamo tracciato già dei brevi profili in queste effemeridi: Hanna Reitsch, detentrice anch’essa di molti record di volo, famosa anche per l’estremo, inutile tentativo di mettere in salvo il suo Führer, atterrando nella Berlino in fiamme degli ultimi giorni di guerra; come la contessa Melitta Schenk von Stauffenberg, cognata dell’attentatore alla vita di Hitler nella Tana del Lupo nel 1944, abbattuta con il suo aereo dalla caccia americana nell’aprile 1945, o come Thea Rasche e Beate Uhse.
La Beinhorn fu anche altro oltre che pilota di aerei, fu fotografa, conferenziera ed esploratrice.
Dopo la guerra i vincitori le tolsero il brevetto di pilota. Riuscì ad ottenerlo nuovamente in Svizzera nel 1951 e tornò a volare.
Sulla sua vita è uscito quest’anno in Germania il film “Elly Beinhorn. Alleinflug”, della regista Christine Hartmann del quale presentiamo il trailer.