Due tizi, tali Di Maio e Di Battista, ignoti da sempre al mondo della lingua italiana e fino a tempi recenti all’intero universo, nel commentare una sentenza a loro gradita, si sono scagliati contro la mia categoria professionale, i giornalisti, definendone gli adepti con delicate definizioni come sciacalli, puttane “et similia”. **
Ma ho pure appreso che il Di Maio risulta iscritto all’Ordine, elenco pubblicisti. Quindi a quella particolare categoria che non è obbligata (per sfacciata fortuna dell’interessato!) al superamento dell’Esame di Stato.
Ergo, almeno per una piccola percentuale, non mi sento di protestare troppo. Infatti un Ordine dei Giornalisti che iscrive, seppur come pubblicista, uno sfaccendato analfabeta, qualche parolaccia se la merita!
** per il duo Di Maio e Di Battista: “et similia” è lingua latina. La parola, declinata al neutro plurale, sottointende il concetto di “cosa”. Quindi non si traduce con “e simili” , come loro probabilmente credono, ma con “le cose di quel tipo”.