Modena 11 maggio 1961 volle essere la rivalsa di Genova 2 luglio 1960. I movimenti giovanili del MSI non avevano digerito la resa del partito, che aveva rinunciato a celebrare a Genova, nel luglio 1960, il VI Congresso Nazionale, ivi convocato, subendo il veto della piazza comunista e piegandosi al compromesso suggerito dal Governo Tambroni, che pur si reggeva sul’ appoggio missino.
Anderson, Petronio, Staiti ed io avevamo sdegnosamente rifiutato allora di essere evacuati dagli alberghi dei delegati a bordo dei cellulari della polizia, come purtroppo avvenne per i massimi esponenti del partito, da Almirante a Romualdi. Uscimmo, armi in pugno, e raggiungemmo a piedi le nostre macchine, senza scorta, e ce ne andammo per nostro conto. Con il proposito di lavare l’onta.

Per questo organizzai l’Adunanza nazionale della Giovane Italia l’11 maggio 1961 a Modena, città simbolo del comunismo, in cui risiedevo, annunciandola provocatoriamente come ” operazione chirurgica anticomunista”, per evidenziarne il carattere di sfida. Sfida ai comunisti, ma anche al Governo e allo stesso MSI, incline al quieto vivere. All’Adunanza convennero migliaia di camerati, soprattutto giovani, superando posti di blocco della polizia e travolgendo picchetti del PCI disseminati in tutta l’Emilia, in cui da giorni era stata proclamata ” la mobilitazione antifascista”. La nostra sede modenese venne posta in assedio notte e giorno, ma nessuno tento’ di forzarla, ammonito dal nostro dichiarato intendimento di difenderla ad ogni costo e con ogni mezzo. Al Prefetto ed al Questore che provarono a intimidirmi prospettandomi il rischio del ricorso alle armi da parte dei comunisti estremi, replicai che avremmo restituito pane per focaccia. Spettava al Governo decidere se sottomettersi ai ricatti. Noi non arretravamo.

L’Adunata pertanto si svolse, in un clima rovente, contrassegnata da numerosi scontri fisici, prima durante e dopo, fra i nostri e i loro attivisti, già lungo le vie di accesso a Modena e al Cinema Teatro Arena , dov’era convocata. Al termine, defluimmo a piedi, in gruppi agguerriti, che fra molte peripezie raggiunsero con mezzi propri le rispettive destinazioni. Lasciando lungo i percorsi ampia traccia del loro coraggio ai tanti punti d’agguato predisposti dai comunisti. In specie il gruppo di attivisti romani lascio’ una scia di vittoriose battaglie dall’Emilia all’Umbria. La Giovane Italia aveva riscatto, a Modena 1961, la resa del Partito a Genova 1960. Fu un messaggio rivolto anche ai panciafichisti interni, che sarebbero purtroppo proliferati in seguito, dissolvendo il Partito nell’alleanza Fini-Berlusconi.

Il PCI cerco’ consolazione con un opuscolo “Operazione Emilia”, a cura di Renato Nicolai, Editrice La Ghirlandina, Modena 1961, che paradossalmente ne mette in luce la umiliazione e frustrazione.