Giorni fa si è svolta al Teatro Sociale di Busto Arsizio una serata di quelle che riconciliano il nostro ambiente e fanno comprendere che le scelte giovanili di una volta avevano colto nel segno e avevano permesso ad una generazione di giovani di destra quell’arricchimento personale che li ha accompagnati per tutta la vita .

Occasione della serata sono stati i festeggiamenti per i quarant’anni del circolo 13 Gennaio, sorto nel 1977 a Castellanza, in provincia di Varese e fondato da Franco Bianchi, attore e doppiatore, noto con lo pseudonimo di Morgan. Per quanto il suo nome sia poco conosciuto al grande pubblico, chi ha vissuto negli anni 70 non potrà non aver ascoltato la famosa canzone “Buonasera dottore” , per molte settimane in hit parade , con Claudia Mori che duettava al telefono con una profonda voce maschile. Il” dottore” rimase misterioso per molto tempo : ci fu chi pensò al marito Celentano, chi ad Alberto Lupo, invece si trattava proprio del nostro Morgan, il fondatore del circolo.

Franco Bianchi ci ha lasciati nel 2010 ed i suoi vecchi amici di sempre lo hanno onorato con un concerto molto singolare, elegante e ricco di contenuti. Sul palco infatti si sono ritrovati uniti in un unico gruppo, alcuni dei migliori protagonisti della nostra musica alternativa : Skoll e Fabio al canto ed alla chitarra, Silvia al contrabbasso, Davide alle tastiere e Serena voce solista.

Questa volta però non cantavano le canzoni del nostro repertorio identitario ma interpretavano brani che per contenuti richiamavano i nostri valori e talvolta avevano visto i loro autori vicini alla nostra area politica in tempi difficili.

Qualche componente del circolo di allora , intervenendo sul palco, ha sottolineato che noi uomini di destra siamo sempre stati uguali e diversi rispetto al mondo che ci circonda. Diversi perché i valori, l’etica, la concezione della vita ci hanno sempre distinto rispetto alla cultura dominante, uguali perché comunque abbiamo nuotato nella stessa acqua, attingendo dal mondo esterno le stesse fonti e gli stessi stimoli.

Non siamo mai stati un mondo chiuso ed a sé, ha ribadito un altro intervento : ma negli anni di piombo abbiamo visto “cose che voi umani non potreste immaginarvi”. Avevamo attorno un muro di viltà , attraverso il quale ogni tanto qualcuno passava, incuriosito e tentato dai nostri argomenti. Talvolta si fermava e restava con noi, talaltra ci lasciava perché deluso o non sufficientemente coraggioso.

Tanti sono i nomi di politici, artisti, professionisti stimati, che hanno attraversato il nostro mondo.

Leggende metropolitane e schegge di verità raccontano di ex ministri come Gianni De Michelis attratto fugacemente dalla Giovane Italia , i fratelli Raimondo e Roberto Vianello, fondatore del Centro Sportivo Fiamma, comici come Lino Banfi e Lando Buzzanca, perfino Beppe Grillo sarebbe transitato dal Fronte della Gioventù di Genova , mentre al Fuan, il cui simbolo nasce da un bozzetto disegnato apposta da De Chirico, hanno sicuramente aderito Paolo Borsellino e Mario Sossi, eroici magistrati, senza dimenticare Emanuela Setti Carraro, moglie del generale Dalla Chiesa, uccisa dalla mafia, che mi portò la prima volta in via Mancini.

Nel campo della musica leggera le “contaminazioni” del nostro mondo sono state molteplici ed hanno costituito il leit motiv della serata in onore del circolo 13 Gennaio. Skoll, Fabio Constantinescu e gli altri hanno cantato alcuni brani di Lucio Battisti, di cui si è sempre dibattuto l’appartenenza alla nostra area.

Cantando negli anni 70 “ e così tu sarai uno in più con noi “ e “ planando sopra boschi di braccia tese” , “il mio canto libero sei tu” , “ o mare nero o mare nero o mare né…tu eri chiaro e trasparente come me” ,se il dilemma non viene sciolto, l’appropriazione di quei brani diventava a quell’epoca istintiva.

Così come non potremmo non essere in sintonia con la canzone di Simone Cristicchi “Magazzino 18 “ che ricorda in modo struggente l’esodo della gente istriana dalla propria terra e la loro accoglienza ostile da parte dei comunisti in Italia, interpretata in modo appassionato da Fabio. Il nostro super gruppo ha inserito anche la canzone di Francesco De Gregori “Il cuoco di Salò”, che mostra considerazione anche per “chi visse dalla parte sbagliata”, restituendogli una dignità umana. Il cantautore aveva uno zio partigiano cristiano che venne ucciso dai comunisti filo- titini a Porzus ; un giorno Francesco De Gregori fu fischiato ad un concerto di una festa dell’Unità e ciò suscitò l’indignazione di Lucio Battisti che da quel momento decise che non vi avrebbe mai partecipato.

Anche Patty Pravo con “Pensiero stupendo” e “Il Paradiso” è stata ricordata, nella coinvolgente interpretazione di Serena ; la cantante veneziana nella sua adolescenza aveva conosciuto Ezra Pound, il grande poeta americano e rivendica ancora oggi con orgoglio il ricordo di quegli incontri.

Fabio Constantinescu, reduce con Silvia Preda dal successo del concerto di presentazione del loro ultimo album “Nel cuore d’Europa” a Caorso, ha poi brillantemente interpretato “Io canterò politico” di Bruno Lauzi, un brano in cui il cantautore ligure esprimeva tutto il suo disprezzo per il conformismo di sinistra.

Sempre a Fabio è toccato cantare “Un sabato italiano” di Sergio Caputo, un tempo dirigente del Fronte della Gioventù a Roma.

Skoll , Fabio, Silvia, Davide e Serena hanno poi proseguito con “Contessa” di Enrico Ruggeri e Fulvio Muzio, ”Gli anni” di Max Pezzali, “Aida” del mai compianto abbastanza Rino Gaetano e la significativa “La mia libertà” di Franco Califano.

Emozionante al termine “Il mercenario di Lucera”, la canzone dell’indimenticato Pino Caruso, che Skoll ha interpretato in modo appassionato.

Per una prossima serata musicale aggiungerei Lucio Dalla, giovanissimo iscritto alla Giovane Italia di Bologna, autore di tante canzoni dedicate al proprio paese e che un beffardo destino fece morire in Svizzera.

Il concerto però non poteva che concludersi con una canzone del nostro mondo, la “cover”, come si dice oggi, più richiesta della musica alternativa : “Il domani appartiene a noi” con un’esibizione corale di musicisti e pubblico, tutti insieme.

Una bellissima esibizione, un esperimento da ripetere.