Ottimo, davvero, l’ultimo lavoro di Marco Valle – “SUEZ  il Canale, l’Egitto e l’Italia” pubblicato da Historica Edizioni – in cui l’autore torna su un tema che lo ha da sempre appassionato, fino al punto da trattarlo già ai tempi della sua tesi di laurea.

Il giornalista e storico, triestino di nascita e formazione, ma milanesissimo di adozione e di… “coniuganza” (vero, Mara?), tratta – all’esito di una profonda ricerca documentale – della ultra secolare vicenda del Canale di Suez, dagli albori del progetto sino al pieno utilizzo della ferita artificiale immaginata e realizzata dall’uomo che, rompendo l’Istmo, ha “isolato” l’Africa.

E lo fa con la precisione dello storico, la passione per le digressioni aneddotiche sempre accattivanti, la rigida imparzialità del giornalista che non indulge in partigianerie nel far emergere astuzie, conflitti e contraddizioni che hanno accompagnato la progettazione, la costruzione e la gestione dell’opera.

Dopo una veloce digressione sulle tracce dei primi scavi, che rimanda al tempo dei Faraoni i primi rudimentali tentativi di aprire un corso d’acqua nella lingua di terra che separa l’Africa dall’Oriente, Marco si concentra sul XIX ed il XX secolo, quando si consuma la vicenda che porta infine al passaggio in cui – nel 2017 – si è superata la soglia del miliardo di tonnellate di volumi trasportati.

In parallelo, con una visione mai ridondante, il libro racconta il panorama storico contingente, i conflitti, le guerre e le alleanze internazionali, con un evidente occhio di riguardo per il ruolo dell’Italia e le vicissitudini interne del Belpaese.

Assolutamente istruttiva, fuggendo dalla noiosità delle pubblicazioni didattiche, la ricca fase in cui il libro consente di rivivere – spesso con dettagli gustosi e sconosciuti – la fase che ha portato dai moti di indipendenza alla costituzione del Regno, e da questa al tentativo (sempre tristemente vano) di far sedere la nuova nazione al tavolo dei grandi d’Europa.

Gli approfondimenti sullo scacchiere europeo aiutano a comprendere le basi su cui si è fondata la supremazia politica, commerciale e culturale della Gran Bretagna per una così vasta parte dell’era moderna, sapendo alternare bastone e carota nel rapporto con la Francia ed il mondo germanico, pur non essendo, quasi mai, la forza militare preponderante.

Un primato destinato a durare sino al sopraggiungere della nuova potenza oltre atlantica che determina le sorti del pianeta da ormai quasi un secolo.

Al contempo, senza sconti o infingimenti – nonostante il proverbiale amore per l’Italia dell’autore, la cui triestinità è solo uno degli elementi che ne caratterizzano la collocazione culturale – Marco rappresenta il ritardo storico, culturale, sociale, comportamentale, infrastrutturale e – in ultima analisi – politico che ha relegato (e relega) lo Stivale a ruolo di comprimari, poco apprezzato e per nulla considerato nello scacchiere internazionale.

Così come – a contrasto della pochezza istituzionale e collettiva della Penisola, cui probabilmente di Cavour ne sarebbero serviti una dozzina – Marco non manca di segnalare le doti personali ed individuali di nostri connazionali che – come spesso accade in ogni campo – assurgono a ruolo di determinanti protagonisti per la realizzazione di opere di elevato ingegno. Davvero insospettabile l’importanza strategica che molti italiani, nel lungo corso del periodo analizzato, hanno assunto per il successo della vicenda di cui si tratta.

Fa da corollario, a questo viaggio nella storia e nel “Mare Nostrum”, una prosa sempre efficace, caratterizzata da un tratto di rara eleganza in forma e contenuto in cui – per chi, come me, lo conosce bene – si individua con facilità tutto lo stile dell’autore.

Da leggere, assolutamente.

 

SUEZ

Il Canale, l’Egitto e l’Italia

Da Venezia a Cavour, da Mussolini a Mattei

Historica, Forlì 2018

Ppgg. 316, euro 22.00