Berna, si contano i voti per le elezioni parlamentari (Epa)

In Svizzera ha vinto o stravinto (vedremo i dati definitivi) l’Unione Democratica di Centro, più o meno il Front National rossocrociato. Trionfano Guglielmo Tell, gli orologi a cucù, la storica “diversità” elvetica? Certo, ma non solo. I risultati delle elezioni svizzere non si possono riassumere in qualche cartolina noiosa quanto banale.

Non si tratta di un voto semplicemente xenofobo o reazionario e  nemmeno di un’affermazione dei cantoni interni germanofoni. Da Lugano a Basel e persino a Geneve e Bellinzona,  si è affermata una destra nazionalista ed euroscettica (plurinazionale e pluriconfessionale), moderna e spregiudicata. L’UDC svizzera — non confondiamola con il mostro di Casini… —  ha intercettato non solo i sentimenti delle vallate e degli alpeggi, ma soprattutto il voto dei ceti urbani più deboli e maggiormente minacciati dall’invasione. La forte affermazione di Magdalena Martullo-Blocher — la “Marine Le Pen  svizzera” e vera “bestia nera” dei progressisti elvetici — è significativa.

L’Unione democratica di centro secondo le proiezioni ha raggiunto quota  28% dei voti espressi dell’elettorato elvetico (+1,4 punti rispetto al 2011), e strappato soprattutto undici seggi supplementari per un totale di 65 mandati al Consiglio Nazionale (camera bassa, 200 seggi). «Nessun partito ha mai potuto contare su una squadra così ampia», ha analizzato l’agenzia di stampa svizzera Ats.

Anche il Partito Liberale Radicale (conservatori moderati) registra un successo, benché più contenuto, e sale al 16,4% (+1,3 e 33 seggi). Secondo partito a livello nazionale, i socialisti (PS) risultano leggermente in calo al 18,6% (-0,1 e 43/44 seggi) sempre secondo le proiezioni, mentre il partito democristiano si attesta al 12,6% (+0,3), i verdi scendono al 7,8%, i verdi liberali al 4,7% e il partito borghese democratico al 4,6% (-0,8). In queste ore di vittoria i vertici dell’Udc hanno già richiesto un secondo seggio nell’esecutivo svizzero, composto da sette consiglieri federali (ministri) ripartiti tra i principali partiti e che il nuovo parlamento dovrà eleggere il 9 dicembre. Attualmente, l’Udc/Svp, pur essendo la prima formazione politica del Paese, ha un solo ministro.

I vertici nazionalisti spiegano la vittoria del loro partito come risposta all’invasività dell’Unione Europea e «all’ondata migratoria che preoccupa sempre più la gente. In Svizzera la problematica dell’asilo non è risolta. La questione dei c.d rifugiati politici e dei rifugiati economici non è stata regolata». Sulle Alpi il sole splende.