Con Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale voglio lanciare un “grido di allarme” contro i tagli al comparto sicurezza che potrebbero derivare dalla c.d. “spending review”  — ma perchè questo provincialismo d’accatto? È così difficile esprimersi nella nostra lingua, in italiano, nell’idioma di Dante e Petrarca? — . Una manovra che penalizzerà inevitabilmente Carabinieri, Forze di Polizia e ogni comparto delle Forze Armate. Ma non solo. I tagli andranno a toccare anche  — una follia in un paese geologicamente così fragile come il nostro — i Vigili del Fuoco, la Forestale, le Capitanerie di Porto.  A rischio non vi sono perciò solo caserme, navi, basi, arsenali, 300 presidi di zona dei Carabinieri, ma anche l’intera rete della protezione civile.

Chiediamo pertanto a Matteo Renzi di fermarsi. Di non proseguire su questa strada. Possiamo vendere (con dispiacere) agli arabi la vecchia e gloriosa “Garibaldi”, possiamo (forse) far “dimagrire” ulteriormente la struttura della Difesa, ma se vogliamo restare una nazione “credibile” vi sono limiti chiari. Invalicabili. Oltrepassarli, ignorali significa non solo condannare l’Italia all’irrilevanza ma anche mettere in discussione la sicurezza di milioni d’italiani.

Insomma, prima di “tagliare” in modo miope, qualcuno spieghi a Renzi che la geopolitica (un dato ineludibile) ci impone scelte difficili e militarmente credibili. L’Italia (per quanto scassata) non assomiglia a San Marino o alle isole Tonga, posti deliziosi ma non militarmente ed economicamente strategici. Centrali. Fortunatamente (o magari sfortunatamente per i “pacifisti”…) abbiamo ricevuto in sorte un’altra storia ed un destino diverso.

Ma, soprattutto — e qualcuno avverta il simpatico Matteo — questa nostra terra ogni tanto trema e  vi sono quattro vulcani (più quelli dormienti sul fondo del mare ) che sbuffano e, un giorno (speriamo lontanissimo) potrebbero risvegliarsi. Ed arrabbiarsi. E allora, gli uomini e le donne in uniforme, i Vigili del fuoco, i Forestali saranno necessari. Indispensabili.