La paura collettiva per il Covid-19, e il lungo periodo di lockdown, si sono rivelate forme diversive per farci abbassare la guardia, sfiancandoci, e poter completare il loro programma distruttivo e liberticida. Mentre cercavamo di riprendere fiato e tornare alla normalità post quarantena, sono improvvisamente sopraggiunte delle novità inquietanti che purtroppo non sono al momento contrastate a sufficienza, e dubito anche che se ne abbia piena coscienza della loro gravità.

Penso al movimento Black Lives Matter che nato in America si è esteso in tutto il mondo, partendo da un principio giusto (la condanna del razzismo e la protesta per la morte di un afroamericano per mano di un poliziotto), è degenerato in modo impressionante, diventando un movimento radicale, violento, e vandalico, che si scaglia contro sculture, opere d’arte, film e persino immagini sacre, in preda a un odio iconoclasta feroce che vuole distruggere la memoria storica e l’identità culturale e spirituale del mondo occidentale, per riscriverlo secondo il nuovo moralismo radical-chic. Inutile elencare tutti gli esempi: da Indro Montanelli a Winston Churchill, dal film “Via col vento” del regista Victor Flaming, alla statua del presidente Usa Jackson, fino ad arrivare all’icona di Ghandi e persino le immagini di Gesù e della Madonna.

Per il momento, stranamente, questa furia risparmia altri personaggi storici che certamente non furono “santi” nel privato ma che tuttavia sono esclusi dal deliro distruttivo, perché ritenuti “politicamente corretti”. Penso per fare solo due esempi al marxista Pier Paolo Pasolini che era dedito a bazzicare le borgate romane a cercare “ragazzi di vita”, per lo più minorenni in difficoltà economiche e li pagava in cambio di sesso. Oppure Chaplin (anch’egli comunista) che ebbe in età matura, molte amanti solitamente minorenni. Personalmente aborro comportamenti laidi o eticamente discutibili delle vite private di personaggi pubblici, di sinistra o di destra che siano, ma cristianamente non giudico nessuno individualmente, limitando il mio sforzo civico, intellettuale e politico, contro la decadenza etica sul piano sociale, collettivo, politico. E soprattutto non confondo “l’artista” o lo “statista”, con la persona che v’è dietro.

Il libertinismo disordinato di Pasolini, non toglie nulla alla sua forza poetica e intellettuale, ed è su questo piano che lo rispetto e lo ammiro, a prescindere dal fatto che avesse idee politiche diametralmente opposte dalle mie. Così come, il fatto che Montanelli sia stato forse il più grande giornalista italiano e fosse indubbiamente un conservatore di destra, non attenua ai miei occhi i suoi errori privati, ma non lo giudico e resto convinto che deturpare la sua statua sia un atto barbaro. Ancor più grave quando a essere prese di mira sono immagini sacre che oltre a un valore artistico, hanno un forte significato spirituale e religioso.

Se questo movimento era nato per una giusta causa – la lotta contro il razzismo – la degenerazione di questa protesta è inaccettabile e gravissima, e non dovrebbe neppure essere necessario di argomentare per dimostrarlo; se non si comprende il livello d’inciviltà e di follia nel distruggere, deturpare, profanare, arte, cultura, religione, significa che siamo davvero nell’Età buia, della storia della civiltà umana. E vero che non si tratta di un fenomeno completamente nuovo; il radicalismo di sinistra nelle sue diverse gradazioni “anarco-comuniste”, hanno già in passato commesso osceni scempi di questa entità; basti un esempio per tutti le devastazioni commesse in Cina dal “maoismo”. Ma stavolta sta colpendo contemporaneamente in tutto il mondo e con una radicalizzazione impressionante, al punto da considerare i Black Lives Matter, i “talebani occidentali”.

E soprattutto è grave che tutto questo accada tra il silenzio, la complicità, del mondo politico e culturale progressista mondiale. Si ode un assordante silenzio “a sinistra”; non un artista, un intellettuale, un opinionista, proferir parola di condanna contro questo disastro. Silenzio. La storia li giudicherà; e mentre la protesta globale dei Black Lives Matter prosegue nel suo cieco furore, un’altra, velenosa, insidia, rischia di insinuarsi, penetrando e corrompendo la nostra civiltà e ledendo la nostra libertà, questa volta una questione tutta italiana, ma che s’intreccia alla perfezione con il fenomeno del Black Lives Matter come in un complessivo disegno globale.

Mi riferisco alla discussa legge Zan-Scalfarotto (+ Boldrini), presentata come contrasto alla cosiddetta “omotransfobia”, e che ha già fatto tuonare il Vaticano e accendere gli animi di frammenti delle opposizioni di centrodestra, giacché si teme che in nome di una fumosa tolleranza delle diversità, si voglia in realtà condannare le idee non conformi al “politically correct”, prevedendo condanne durissime (carcere compreso) per chi è contrario ad esempio a omogenitorialità e uteri in affitto, introducendo, di fatto, il reato di opinione e negando il diritto al dissenso in un Paese in cui le libertà democratiche sono già da tempo, messe a dura prova. Ma di questo ne riparleremo in futuro.