La tassa di successione da pagare sulle macerie dei paesi terremotati pare sia stato un errore. Ma, ovviamente, nell’Italia dell’irresponsabilità il nome del colpevole non viene fatto. E non si sa chi sia il colpevole per l’immobilita’ nella ricostruzione. Sempre e soltanto “la burocrazia “, mai un nome ed un cognome.
La nebulosa della burocrazia permette di nascondere errori, cialtroneria, distrazioni, incapacità. E non vale solo per il settore pubblico. Di fronte a certi orrendi palazzi costruiti ovunque in Italia negli anni della spartizione tra Dc e PCI, nasce il desiderio di conoscere il nome del funzionario che ha permesso simili porcherie ma, soprattutto, il nome dell’architetto o del geometra responsabili del progetto. Una grande targa da apporre sulla facciata della costruzione, ad imperitura memoria.  In modo che gli eredi possano vergognarsi mentre si godono il frutto di simili schifezze. Bisogna fregarsene della boiate politicamente corrette come la privacy. Hai rovinato una strada, un quartiere, una piazza? E allora goditi il tuo momento di celebrità, oltre ai denari che hai incassato.
Ma questo è il Paese dello scarico di responsabilità. È sempre colpa di altri. C’era chi accusava il destino cinico e baro per una sconfitta elettorale e chi scaricava la colpa sugli elettori che non avevano capito il messaggio. Un giornale brucia 350 milioni di euro in pochi anni ed i vertici della proprietà non se ne accorgono e poi danno la colpa al costo del lavoro dell’usciere. A Torino, dopo gli oltre mille feriti in una piazza a causa della tolleranza politicamente corretta nei confronti dei venditori abusivi, si individua l’unico responsabile in un barista che non aveva avuto il tempo di smontare il dehors. Nessun colpevole se nei campi Rom si continua a bruciare rifiuti tossici, per ricavare rame rubato, che avvelenano gli abitanti delle case vicine.
Bisogna chiedere all’ufficio competente X che rimanda all’ufficio Y ma dopo aver presentato domanda all’ufficio Z che la perderà. Nessun colpevole, nessun responsabile. Si può proseguire tranquilli verso il baratro.