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Simone Cristicchi è un bravo cantante. Nel 2007 vinse il festival di Sanremo.

Poi andò a mettersi nei guai ideando uno spettacolo teatrale, “Magazzino 18 “ in cui parlava di foibe, di esuli istriani abbandonati e derisi, di orrori dei partigiani titini, e così si giocò le feste dell’Unità e le ospitate televisive.

Ma Simone Cristicchi è un ottimo cantante.

Mogol lo volle nel recente programma televisivo per la festa dei suoi ottant’anni e gli affidò “Emozioni”, una delle canzoni di Battisti in cui la parte interpretativa è molto importante . Fu impeccabile e Giulio Rapetti lo abbracciò commosso, dicendogli semplicemente :”Perfetto !”

Ma Simone Cristicchi ne fa un’altra delle sue : scrive un’opera teatrale dal titolo “le Marocchinate” e la mette in scena in questi giorni. Per sua sfortuna ottiene un discreto successo; ora girerà l’Italia, attirandosi le ire dei negazionisti progressisti.

Ma cosa furono le Marocchinate ? Nel 1944 gli Alleati nella loro avanzata verso il nord Italia, si servirono di truppe marocchine che operavano sotto la bandiera francese, i temibili Goumiers. Gente abituata a combattere all’arma bianca, feroci con il nemico che spesso decapitavano , tenendosi la testa come macabro trofeo; a loro il generale francese Alphonse Juin promise “diritto di preda” sulle popolazioni italiane incontrate e cinquanta ore di carta bianca in cui potevano fare di tutto , e così fecero.

Nel centro Italia, settemila Goumiers marocchini seviziarono 3500 donne dagli 8 agli 85 anni, ma si pensa che il numero sia in difetto ; 800 uomini , in gran parte colpevoli di aver difeso mogli e figlie, furono sodomizzati ,qualcuno perfino impalato. Un sacerdote, don Angelo Torrisi, parroco di S. Maria Esperia, morì dopo due giorni di terribili sofferenze. Molte donne furono colpite dalla sifilide, tanti gli uomini poi contagiati dalle mogli.

Nulla di diverso da quello che accadde in Germania da parte dell’Armata Rossa ed in parte anche dall’esercito USA, nei confronti di un milione di donne tedesche, ma Simone Cristicchi nel suo lavoro teatrale ha saputo raccogliere le testimonianze orali di molta gente del centro Italia, gente della nostra terra, e ne ha fatto un’opera di pregio.

“Aspettavamo ji salvatori so’ arrivati ji diavoli !” dicevano i testimoni di quei fatti.

Da un racconto di mio padre, che all’epoca raccolse la testimonianza di don Cesare, un parroco di un paesino della Ciociaria , portiamo ad esempio un’inedita vicenda di quei giorni.

“Poco dopo mezzogiorno le truppe marocchine entrarono in paese.

Rasentando i muri delle case, scivolando silenziosamente da un angolo di casa all’altro e intendendosi fra di loro con rapidi cenni delle mani, i magrebini occuparono in breve tutto il paese. Le case erano vuote con porte e finestre sprangate. Ogni tanto qualche soldato sfondava a calci una porta, scompariva nella casa e riemergeva poco dopo in strada aggiustandosi tasche e tascapani gonfi di oggetti rubati.

Il cancelletto dell’asilo fu spalancato in un attimo : i Goumiers scivolarono nella sala d’ingresso senza rumore. Due di essi si accostarono ai lati di una porta : immobili, con i corpi rasente la parete, i fucili imbracciati , attendevano il momento adatto per irrompere in un altro locale. Proprio in quel momento l’uscio si aprì e comparve suor Letizia. Alla vista dei soldati marocchini la suora ebbe il presentimento del pericolo e fece per ritrarsi nella sua stanza. I soldati le balzarono addosso :suor Letizia si mise a gridare, forse ebbe l’intenzione di avvertire suor Maria, che si trovava in sacrestia con la piccola Mariolina intenta a scarabocchiare alcuni fogli. Suor Maria recepì subito il pericolo ed ebbe come primo impulso l’accortezza di mettere in salvo la bambina.

Così , mentre suor Letizia affrontava i Goumiers, suor Maria ebbe il tempo di entrare in chiesa con Mariolina : vicino alla porta d’ingresso c’era un vecchio confessionale , di quelli a due posti laterali con la porticina centrale. Suor Maria fece appena in tempo ad aprire la porticina ficcandoci dentro la bambina con la raccomandazione di non muoversi di lì. Mariolina si rannicchiò nel fondo del confessionale. Poco dopo irruppero in chiesa i soldati trascinandovi suor Letizia.

Questa, coi capelli disciolti sulle spalle e il corpetto strappato, veniva sospinta, quasi sollevata, dai magrebini che l’afferravano ai fianchi. I marocchini, di religione musulmana, non conoscevano l’uso del confessionale : anche se lo videro, non ci fecero caso. Si sentivano urla incomprensibili, il rumore di oggetti che cadevano, grida e lamenti che si confondevano in un unico baccano. Poi il rumore si affievolì , i lamenti delle suore si fecero più flebili, un silenzio angoscioso si sostituì al clamore di prima.

Mariolina fu ritrovata sul fondo del confessionale, addormentata, verso sera.

Qualche settimana dopo lo stupro, suor Letizia e suor Maria, accusando entrambi disturbi persistenti che aumentavano col passare dei giorni, decisero di sottoporsi a visita medica. Fu fatta diagnosi di sifilide.

Tale evento venne a conoscenza del Vaticano che decise di intervenire con una missiva riservata che aveva lo scopo di sottrarre le suore a quella curiosità e a quella pena cui sarebbero state vittime. La Santa Sede consigliava alle consorelle di allontanarsi provvisoriamente dalla Madre Chiesa, almeno fino al ripristino dello stato di salute. In poche parole si raccomandava un ritorno allo stato laicale, o quantomeno un allontanamento dal luogo che aveva visto il loro sacrificio. La Santa Sede si impegnava altresì a richiedere al Comando Generale Alleato la consegna di un quantitativo di penicillina sufficiente alla cura della loro malattia.

Le reverende suore, invece, fecero sapere che non vedevano il motivo di allontanamento dalla Madre Chiesa proprio ora che alla prova della fede avevano aggiunto quella della violenza. Semmai comprendevano l’utilità di uno spostamento temporaneo ad altra sede per intenti terapeutici.

Così un giorno , di buon mattino, quando il paese era addormentato , toccò al parroco il compito di andare a prendere le due suore : da allora in paese non le hanno più riviste. All’asilo sono arrivate due suore nuove. “

Se credete che l’atteggiamento di allora, di nascondere i fatti, sia nel frattempo cambiato , non illudetevi .

Ecco cosa scrive uno storico francese negazionista in un trattato pubblicato nel 2002 :” Su quegli stupri furono messe in giro molte voci interessate ; dalle autorità francesi in Marocco che volevano sollecitare un rapido rientro delle truppe a casa; dalla Santa Sede che ingigantiva le dimensioni del pericolo islamico; dai tedeschi per spaventare la popolazione e nascondere le proprie di stragi. Per il resto, la colpa fu in parte della rilassatezza dei costumi delle donne italiane, in parte delle abitudini tribali dei marocchini.”

Ora possiamo comprendere il valore morale dell’opera di Simone Cristicchi, che non vincerà più a Sanremo, ma sta rendendo un piccolo grande servizio alla verità storica della nostra povera Italia .