Come temevano gli analisti la Cina continua a preoccupare: il dragone rosso ha il fiato sempre più corto. Oggi Shanghai ha chiuso con un tonfo dell’8,48% lasciando sul terreno 345,35 punti a 3.725,56 punti, peggiore performance dal 2007. Male anche la piazza di Shenzhen con l’indice composito in calo del 7% a 2.160,09 punti. La Borsa di Hong Kong ha perso il 3%.

Il nuovo crollo di Shanghai arriva dopo tre settimane di calma precaria durante le quali l’indice compositi aveva recuperato il 16% rispetto al minimo toccato lo scorso 8 luglio. Gli interventi decisi del governo cinese — attraverso il fondo China Securities Financial corp. — avevano frenato i timori degli investitori, e consentito un parziale recupero: troppo poco e troppo tardi per i mercati.

Oggi i  listini cinesi oggi sono nuovamente crollati e la frenata dell’economia del colosso asiatico è ormai realtà. Persino il dipartimento di statistica cinese — organo molto disciplinato del governo —  ha ammesso un calo dei profitti industriali dello 0,3% a giugno. Il dato si aggiunge all’indice pmi manifatturiero cinese, reso noto venerdì scorso e sceso ai minimi da 15 mesi. La tempesta perfetta è in arrivo?