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Mentre i cretini dei centri sociali italiani (in particolare i super cretini dell’Emilia Romagna) si agitano al Brennero, lanciando sassi e spruzzando spray al peperoncino contro la polizia, l’Austria sceglie il suo nuovo presidente. Ed è terremoto. Al primo turno delle elezioni presidenziali trionfa l’FPO e s’inabissano i vecchi partiti di governo. Il candidato del partito della Libertà, Norbert Hofer, ha ottenuto oltre il 35% delle preferenze e al ballottaggio del 22 maggio sfiderà il verde Alexander Van der Bellen, secondo con circa il 21%.

Una sberla sonora per il socialista Rudolf Hundstorfer ed il popolare Andreas Khol inchiodati all’11% e un bel calcio alla coalizione al potere, lo strambo amalgama che ha guidato la piccola repubblica dal 1945 ad oggi.

«Abbiamo scritto la storia, oggi inizia una nuova era politica», ha esultato il leader nazionalista Heinz-Christian Strache. A dire il vero non ci credeva nemmeno lui. Dopo la mancata vittoria lo scorso ottobre alle comunali di Vienna, l’FPO era dato come stazionario e le nuove rigide leggi anti invasione (chiusura del Brennero compresa) varate dal governo sembravano funzionare. Dunque Hofer — simpatico ingegnere 45 enne — era considerato una bella scelta di bandiera. Nulla di più.

Ma gli austriaci non ci sono cascati. Come Destra.it ha puntualmente raccontato  — in piena solitudine…. — , i nostri vicini hanno rotto definitivamente i vecchi schemi post-bellici e, sull’onda della crisi dei migranti, hanno dato fiducia ad una destra moderna, dinamica e, finalmente, credibile.

La lezione austriaca è importante. Oggi non solo si frantuma definitivamente il governo del socialista Werner Faymann, ma s’incrinano ulteriormente (con buona pace di Renzi ed Alfano)  gli equilibri dell’Unione Europea. Per il FPO – il partito che fu di Jorg Haider, morto nel 2008 – è certamente una bella soddisfazione. Per la destra italiana un motivo in più di riflessione.