L’Egitto laico e multireligioso (e poco amico dell’amministrazione Obama) è sotto assedio. Il disastro nei cieli del Sinai dell’Airbus russo (224 vittime), rischia di mettere definitivamente  in ginocchio la già fragile industria turistica, una delle poche fonti economiche della repubblica.

L’allarmismo dilaga. La Cia e l’intelligence britannica insistono sulla probabile presenza di un ordigno esplosivo sull’aereo, mentre egiziani, russi e francesi (l’Airbus è roba gallica…)  chiedono altro tempo. Per capire, per analizzare. Per decidere.

Intanto Londra ha deciso di sospendere i voli e rimpatriare in tutta fretta i circa 20mila turisti britannici bloccati a Sharm el Sheikh. Nella notte le compagnie aeree EasyJet, Thompson Airways, Thomas Cook e British Airways  hanno cancellato nella notte tutti i voli da e per la città egiziana. EasyJet ha cancellato anche il volo da Milano. Già nei giorni scorsi Lufthansa, Air France-Klm, Emirates, AirArabia e FlyDubai avevano deciso di sospendere la rotta sul Sinai, seguiti a ruota da Olanda e Irlanda. Il ministero degli Esteri tedesco ha chiesto ai turisti in Egitto di evitare la penisola del Sinai e tutto il gruppo Lufthansa, Eurowings e Edelweiss ha sospeso i voli per Sharm.

Una volta tanto l’Italia tiene botta.  L’agenzia egiziana Mena riferisce che il governo italiano ha deciso di non sospendere i voli delle sue compagnie aeree dirette a Sharm fino a quando non saranno comunicati i dati definitivi dell’inchiesta sul disastro dell’aereo russo. Bene così.
Il Medio Oriente è sempre più complicato e pericoloso. L’Isis e i suoi sponsors occidentali, qatarioti  e sauditi ringraziano.