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Nonostante il silenzio di gran parte dei media, prosegue senza sosta la guerra alla minaccia integralista in Afghanistan. Sconosciuta ai più e pessimamente raccontata dalla fiction con Raoul Bova mandata in onda da Mediaset, la Task Force 45 combatte quotidianamente le sue battaglie per liberare il territorio dalle milizie talebane.

E’ di ieri la notizia che un ufficiale italiano delle forze speciali è stato decorato per il coraggio mostrato in azione. Si tratta del capitano di fregata Luigi Romagnoli, operatore del Gruppo incursori (Goi) della Marina militare italiana, l’equivalente, anzi  ispiratore, dei Navy Seals statunitensi. Romagnoli è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor di Marina durante la festa della forza armata. Nella illustrazione dell’azione che gli è valsa il riconoscimento, c’è tutta l’essenza dell’impegno dei militari italiani in Afghanistan.

“Nel corso di una delicatissima operazione in territorio afghano, a seguito di una imboscata ad opera di elementi ostili – si legge nella motivazione -, con grande coraggio e sprezzo del pericolo, alla testa dei suoi uomini comandava con lucida determinazione la reazione del suo Reparto, limitando l’offesa del nemico e consentendo il raggiungimento di una posizione sicura alla propria unità. Splendida figura di Ufficiale di indiscusse virtù militari e di comando, esemplare coraggio e abnegazione, che, con la sua azione, in un contesto multinazionale, ha contributo ad accrescere il prestigio del Reparto della forza armata di appartenenza e della nazione”. Il Goi è una delle due articolazioni del Comsubin, Comando Subacquei ed Incursori, e costituisce la componente di forze speciali della Marina militare. Inoltre, anche la bandiera di Guerra del Comsubin ha ottenuto lo stesso riconoscimento, legato però a motivazioni diverse.

“In occasione della complessa attività di ricerca del personale disperso a seguito del crollo della Torre piloti del porto Genova, caratterizzata da elevate difficoltà operative, scarsa visibilità e presenza di pericoli palesi e occulti – si legge nel testo – gli operatori del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei e Incursori della Marina militare, scientemente esponendo la propria vita a manifesto pericolo, operavano fattivamente con singolare perizia e straordinario senso del dovere, riuscendo ad individuare nel cumulo di macerie tutti i dispersi, limitando così le conseguenze tragiche del grave disastro occorso e dando fulgida prova di esemplare efficienza ed eccezionale coraggio, che onora la Marina militare tutta”. (Nella foto d’archivio un incursore della Marina inquadrato nella TF45)