Quando ho scritto il commento (che posto in calce) per Destra.it era l’inizio di aprile, poche settimane dopo il successo elettorale pentastellato eppure qualcosa sin dai primi momenti lasciava presagire un percorso tutt’altro che facile per Di Maio e le sue smisurate ambizioni.
Mi sono sentito rispondere che tutte le previsioni di calo del consenso per il movimento di Grillo negli anni si erano rivelate sbagliate o che – addirittura – lo stesso veniva dato in crescita in presunti sondaggi d’opinione…
Niente di più sbagliato, però, poi sono venute le regionali del Molise (meno 1/3 dei voti per i grillini) e le ipotesi di accordo col PD, da sempre definito alla stregua di ‘male assoluto’ della politica italiana, con la rivolta della base 5S.
Evidentemente, dipingersi come ‘il nuovo’ della politica italiana e poi mostrarsi – nei fatti – con tutti i peggiori difetti del ‘vecchio’ sta ormai cancellando le illusioni anche dei più ottusi sognatori…
Perché si può essere Pinocchio oppure grilli parlanti, però tutte e due le cose insieme diventa difficile…

2018, fuga dai Cinque Stelle?