“Storia in Rete”, la bella rivista diretta da Fabio Andriola, apre una pagina segreta della guerra fredda. Durante la crisi dei missili del 1962 fra USA e URSS, l’Italia sarebbe stata fra i primi bersagli di una guerra nucleare. A rivelare quanto vicini siamo finiti a un olocausto atomico è una lettera inedita dell’ex ministro della DC Paolo Emilio Taviani: due ore al conflitto totale e finale, con obbiettivo primario le basi missilistiche della NATO in Puglia, stracolme di bombe nucleari.

“Storia in Rete” continua poi a occuparsi del problema dell’identità italiana, al centro di attacchi in malafede ma anche di difese coraggiose e molto ben documentate, come quella dello storico Ettore Rota recentemente ripubblicata, dal significativo titolo «Italia! Storia di un’idea». E ancora dei problemi attorno alla nostra identità si parla con Alberto Asor Rosa, autore di una biografia di Machiavelli, intervistato su questo numero.

Dal Rinascimento al Risorgimento: con una digressione sull’ultima trovata politica che moltiplica le “ex capitali d’Italia” aggiungendo Salerno e Brindisi, e quindi con il dibattito sempre più acceso sull’effettiva consistenza numerica dei Mille di Garibaldi, che alle penne incrociate di Aldo G. Ricci e Pino Aprile vede aggiungersi anche il contributo di un lettore, nella più verace tradizione della storia “in rete”. Poi, la ricostruzione del furto della Gioconda del 1911, l’operazione Crusader dei britannici contro le forze italotedesche in Libia alla fine del 1941 e il ritratto di Huey Long, il politico populista ante litteram che avrebbe potuto sfidare Roosevelt nel 1937, se un “provvidenziale” assassino non avesse interrotto la sua tumultuosa ascesa politica.

Infine, la strana “vita in famiglia” degli hippies degli anni Sessanta, quella del guru più (tristemente) famoso del Novecento: Charles Manson, il diabolico artefice del delitto più efferato di quegli anni, quello dell’attrice Sharon Tate e dei suoi amici ad Hollywood, nell’agosto 1969. Buona lettura!