Nel silenzio dei grandi media il governo giallorosso prepara una durissima stangata contro il settore dei trasporti. Una follia. «Mai il settore della logistica e del trasporto merci aveva subito un attacco simile: secondo i primi calcoli del nostro Centro Studi tra nuove tasse, costi aggiuntivi e tagli, tra 180 e 200 milioni di euro». Lo afferma il presidente di Confetra, Guido Nicolini, a valle dei lavori della giunta confederale: «Un attacco tragicamente distribuito: autotrasporto, terminal portuali, terminal ferroviari, marebonus, persino l’appalto di servizio si è reso più esoso nella gestione attraverso l’art. 4 del Decreto Fiscale – continua Nicolini-. Evidentemente al governo non è chiaro che il nostro comparto sta tenendo in piedi l’economia del Paese essendo lo strumento fondamentale sia delle importazioni che delle esportazioni: uniche voci positive di un quadro economico nazionale stagnante da anni. Sono partiti dalla Plastic Tax per il Green New Deal e sono arrivati togliendo risorse al trasferimento modale e al trasporto sostenibile: complimenti. Capolavoro paragonabile solo alla flat tax al rovescio: dai giganti concessionari autostradali ai piccoli concessionari portuali o ferroviari, più 3,5 % di Ires per tutti».

A latere, il governo ha trovato anche il tempo per cacciare senza ragione il direttore delle Dogane, Benedetto Mineo. E così – in piena preparazione dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, sperimentazione del nuovo regolamento Ue sui controlli, e gestione della guerra dei dazi – avremo il quarto direttore negli ultimi quattro anni. L’infuriato Nicolini ha poi aggiunto «È davvero preoccupante il vuoto strategico e di visione che questo governo manifesta nel settore della logistica e del trasporto merci, che giova ricordare rappresenta il 9% del prodotto interno lordo del Paese prodotto da quasi 110 mila imprese».

Sul fronte della politica silenzio o indifferenza. Al momento sul problema è intervenuto solo Matteo Salvini: «A sinistra hanno un odio per l’iniziativa privata. Pensano solo alle tasse, sullo zucchero, ora anche sulle concessioni sui porti. Roba da matti, spero che presto la parola torni agli italiani». Vedremo…