Sul palcoscenico politico, confuso e preoccupante, in cui hanno cominciato ad esibirsi con investiture immancabili e da nessuno richieste Berlusconi e con mire inaccettabili (la ricerca dei voti di sinistra) Salvini, ci mancava davvero la novità eclatante e opinabile del “salvatore della patria”.

Dopo la sceneggiata di Renzi è riemerso prontamente dall’ombra, tronfio e più presuntuoso che mai , Carlo Calenda, dirigente d’azienda con la Ferrari e Sky, allievo di un maestro insuperabile, come Luca Cordero di Montezemolo, onusto di successi raccolti in decenni, da “Azzurra” a “Italo”. L’ex militante di “Scelta civica” , capace con la clientelare nomina ottenuta nel 2016 a rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione Europea, di scatenare una severa e fiera protesta dei diplomatici di carriera, ha annunziato il suo rientro in politica con queste solenni, coinvolgenti e traumatizzanti parole: ”Vado nel PD per risollevarlo”. Ha tracciato poi il solco della rinascita: “Tornare a capire le paure, non esorcizzarle. Abbiamo dato la sensazione di essere un partito di élite”. E’ un’affermazione sicuramente giustificata per un uomo come lui, al pari di Renzi e Di Maio, dall’intenso e faticoso passato lavorativo, da sempre impegnato in attività usuranti e pericolose.

In questo turno elettorale si è segnalato, per la consultazione regionale del Lazio, il faticosamente selezionato dalla coalizione di centro – destra, a tempo quasi scaduto.

Stefano Parisi, del quale tutti i sostenitori sono pronti ad apprezzare il suo scontato impegno politico ed amministrativo in contrapposizione alla Giunta Zingaretti, eletta con i voti determinanti dei massimalisti di Leu, ha commentato la sconfitta, addossando la responsabilità all’antagonista Sergio Pirozzi, dapprima illuso dalla coalizione berlusconiana e poi scaricato dopo la bocciatura decretata dall’infallibile di Arcore. Non si è accorto e non si sono resi conto i suoi fans dell’ultima ora dei risultati: lo schieramento di appoggio ha raggiunto il 36,87 % mentre “l’uomo competitivo” ha ottenuto, quale candidato presidente, consensi di oltre 5 punti percentuali inferiori (31,49%). Non va poi perduto l’oceanico seguito della lista personale di Parisi, battezzata enfaticamente “Energie per l’Italia”, 1,48%,