“È stato Putin”. I ridicoli media di servizio italiani oscillano quotidianamente tra l’inesistente pericolo fasssista e l’altrettanto inesistente ingerenza di Mosca nella politica italiana ed europea. I russi sono accusati di far circolare per il vecchio continente notizie diverse rispetto a quelle imposte dal pensiero unico obbligatorio. Insomma sono i russi cattivi a farci sapere che l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di poveri. E non importa se i dati sono veri ed anche ufficiali, l’Italia non aveva nessuna voglia di farli conoscere ai propri sudditi. Non basta neppure che a rendere pubblici i dati siano state fonti europee ed italiane, la colpa è di Putin a prescindere.
Peccato che il leader russo se ne freghi completamente e proceda per la sua strada ignorando il pensiero unico dei media italiani. Adesso il cattivone del Cremlino è riuscito anche nell’impresa di far riavvicinare tutti i Paesi islamici, mettendo intorno allo stesso tavolo iraniani e sauditi. Lui, Putin, ufficialmente prende anche le distanze dalle posizioni di Erdogan ma la realtà è che proprio Mosca cura la regia di tutto lo spettacolo. Nel frattempo Putin annuncia il ritiro delle truppe dalla Siria, pur conservando le basi russe nel Paese, e si prepara a riprendere le storiche basi in Egitto.
Ma per i media di servizio italiani il problema sono le notizie che Mosca veicolerebbe in Italia. Come se per mettere fuori gioco l’attuale governo servissero fake news. Bastano e avanzano i dati ufficiali sulla povertà, sulla disperazione, sui mancati investimenti, sui soldi che non ci sono per gli italiani ma solo per gli allogeni (e la sentenza del tribunale di Milano sui soldi da versare alle neo mamme appena sbarcate va in questa direzione), sulla fuga dei cervelli.
Certo, lorsignori vorrebbero impedire la pubblicazione di queste notizie. Il pensiero unico obbligatorio dilaga nei giornali ma non blocca i social media. E allora occorre screditare l’informazione alternativa. Quando non si può accusarla di pubblicare fake news la si accusa di essere al servizio del potere straniero. “È stato Putin” ma nessuno ci crede più