Sarebbe divertente, se non fosse tragico, leggere le contorsioni della stampa nostrana sulla vittoria di Milos Zeman alle presidenziali ceche. Traggo da Repubblica: “Milos Zeman” è un “russofilo nazionalpopulista xenofobo” e continua con tutta la sequenza di insulti che di solito usano i media dopo questa definizione: “dall’antisemitismo” all’utilizzo calunnioso dei social.

Insomma a prima vista si potrebbe pensare che Zeman sia un Le Pen ceco, un Haider boemo o qualcosa di simile. Invece no, Zeman fino al 2009 era leader del Partito Socialdemocratico e membro del gruppo progressista (assieme al PD), per poi fondare il Partito dei Diritti Civili, perchè riteneva i socialdemocratici troppo poco sensibili ai diritti civili. Gruppo che è nell’Internazionale Progressista (assieme a tanti partiti di sinistra europei). Insomma politicamente dovrebbe essere un idolo per Repubblica e affini. E invece no: perchè ha un difetto fondamentale, anzi due: è contro la NATO ed è contro l’immigrazione incontrollata. Quindi da socialdemocratico avanzato e fautore dei diritti civili diventa automaticamente una specie di neonazista.