Il 15 aprile 1944, a Firenze, i Gruppi di Azione Partigiana assassinarono Giovanni Gentile.
“La sua filosofia e’ tra le forme più potenti – non è esagerato dire la più potente – del pensiero del nostro tempo. Di tale potenza lo stesso Lenin si era accorto – forse gli assassini di Gentile non lo sapevano neppure. Tanto meno lo sa la cultura filosofica oggi dominante, che mai riconoscerebbe a un italiano un così alto rilievo.” (Emanuele Severino).
Sapevano, pero’, certamente i partigiani che lo assassinarono , che era un grande italiano e “la voce più autorevole e convincente del fascismo”. Per questo lo uccisero. E per questo la pusillanime e mercenaria cultura oggi dominante lo ignora.
Ma la storia rende alla fine giustizia ai “grandi” e cancella i mediocri.