Ankara. Un poliziotto turco  di 22 anni, Mert Altintas, ha ucciso questa sera  l’ambasciatore russo Andrey Karlov. Il terrorista, dopo essersi introdotto all’inaugurazione di una mostra, prima ha sparato in aria e poi, ha rivolto l’arma contro Karlov gridando «Ricordati di Aleppo, ricordati della Siria. Allahu akbar». Anche altre persone, almeno tre, sono rimaste ferite. Inutili i soccorsi immediati prestati al diplomatico, morto sul posto. Dopo l’attacco l’attentatore è stato ucciso in un blitz delle forze speciali. In serata un nuovo allarme dal dipartimento di Stato Usa che ha chiesto ai cittadini americani di tenersi lontani dall’ambasciata statunitense ad Ankara.

La Russia paga così il suo appoggio al governo di Damasco e il contributo militare alla riconquista di Aleppo. A sua volta, la Turchia di Erdogan, ormai sul ciglio di una guerra civile, è costretta a fare i conti con la deriva islamista interna e riconsiderare l’appoggio, da poco ritirato, ai fondamentalisti in Siria e Iraq.