Si rialza la tensione nell’Ucraina orientale dopo i combattimenti fra le truppe di Kiev e i ribelli filo-russi che hanno causato 24 morti in 24 ore, in particolare nella zona di Maryinka, a ovest di Donetsk. “Resta una colossale minaccia di ripresa di combattimenti su larga scala da parte di gruppi terroristici russi”, ha denunciato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, in Parlamento, alludendo ai separatisti. “Le forze armate devono essere pronto al meglio per una ripresa dell’offensiva nemica nel Donbass come per un’invasione su larga scala lungo tutto il confine con la Russia”, ha sostenuto, denunciando che piu’ di 9.000 militari russi si trovano sul territorio ucraino. Secondo un alto comandante separatista, Eduard Basurin, sono 14 i ribelli e 5 i civili morti nelle ultime 24 ore, mentre tra i feriti si contano 24 civili e 86 ribelli. Da Kiev, si parla di 5 soldati ucraini uccisi e 39 feriti. La situazione a Maryinka e’ tornata tranquilla dopo la battaglia di mercoledi’ pomeriggio, ma i venti di guerra allarmano l’Ue: “Gli intensi combattimenti a Maryinka costituiscono la piu’ grave violazione del cessate il fuoco dagli accordi di Minsk a febbraio”, ha affermato la portavoce della Commissione Ue, Maja Kocijancic, sottolineando che seguono il movimento di “un gran quantita’ di armi pesanti verso la linea di contatto da parte dei separatisti”, come e’ stato registrato nella notte dagli osservatori dell’Osce.
Preoccupazione e’ stata espressa anche dagli Stati Uniti che hanno messo in guardia Mosca, sottolineando che in caso di escalation ci saranno conseguenze. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha chiesto a tutti di attuare pienamenet gli accordi di Minsk, a partire dal ritiro dell’artiglieria pesante. Da parte sua, la Russia ha accusato Kiev di cercare provocazioni alla vigilia del vertice del G7 in Germania e in vista del Consiglio europeo che il 25 giugno dovra’ decidere sul rinnovo delle sanzioni Ue a Mosca. “C’e’ sicuramente un evidente tentativo di destabilizzare la situazione, di provocare tensioni”, ha denunciato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. La pace nell’est dell’Ucraina e’ messa sotto “costante minaccia” dalle azioni di Kiev, gli ha fatto eco il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, sottolineando che Kiev “sta cercando di non adempiere ai propri obblighi” riguardo ai rapporti con i ribelli del Donbass. Intanto il Parlamento di Kiev, ha approvato una legge che autorizza il dispiegamento di forze straniere sul territorio nazionale ucraino per mantenervi la pace e la sicurezza. Il provvedimento subordina la presenza delle truppe a un mandato dell’Onu o dell’Ue ed esclude soldati di Paesi che siano coinvolti in “un’aggressione militare contro l’Ucraina”.

 

(Fonte AGI, 4 giugno 2015)