13592224_1565078970455107_3849640559806131240_nI  dati Istat  2016 sulla crescita della povertà ci danno  una fotografia che abbiamo quotidianamente davanti ai nostri occhi: sempre più persone non hanno accesso ad un’alimentazione adeguata e non raggiungono uno standard di vita minimamente accettabile .La crescita costante di strutture caritatevoli che chiedono aiuto per sostenere le persone nei loro bisogni primari è un segnale da non sottovalutare.I dati diramati dall’Istat dimostrano che la povertà aumenta e umiliano l’Italia e gli italiani dimostrando che è necessario intervenire socialmente per salvare migliaia di famiglie sull’orlo del baratro. A questo si aggiunge la crisi economica, che non è affatto finita, generata anche dal malessere del sistema del credito che aumenta le difficoltà per le famiglie e le situazioni di disagio da esso derivanti. Il segnale più evidente è l’aumento al Nord  della povertà che colpisce le famiglie numerose ma, anche gli stranieri e chi vive nelle città. Realtà sociali che non arrivano a raggiungere standard di vita accettabili e non riescono più ad accedere a beni e servizi che nel nostro contesto fino a ieri venivano considerati e essenziali. Ecco perché assume un valore interessante la Manifestazione che si svolgerà a Treviso il 20 luglio prossimo: un raduno spontaneo  promosso da tutta una serie di associazioni che stanno seguendo da vicino quanto è accaduto in Veneto negli ultimi mesi senza che i media nazionali ne abbiano dato un risalto adeguato. Ma cosa è successo di tanto grave in Veneto per indurre il Consiglio Regionale ad istituire una commissione di inchiesta sul sistema bancario in Veneto? Come mai oltre ai provvedimenti regionali  a sostegno all’economia si chiede al Parlamento di avviare una azione di responsabilità sia nei confronti del management, dei membri dei consigli di amministrazione, ma anche di chi non ha svolto l’opera di controllo, da Bankitalia alla Consob?

I casi di Veneto Banca e Popolare di Vicenza

Nel Veneto è accaduta una catastrofe economica come se ci fosse stata una guerra o un grande cataclisma. Un dissesto causato, per ora sembra, solo da due Banche che, secondo la Commissione regionale si attesta attorno ai 20 miliardi di euro. Una  cifra incredibilmente sparita .Una cifra di enorme portata se pensiamo che con 10 miliardi di euro l’Europa ha salvato la Grecia dalla bancarotta. Si, sono evaporati 20 miliardi in Veneto e qualcuno vuole convincere i cittadini ed i risparmiatori  che si tratta  soltanto dei crediti che i Veneti  non hanno pagato alle banche.In realtà si tratta di una grande truffa :questi 20 miliardi sono stati impegnati dalle banche e dalle lobby di potere e della finanza per scopi che nulla hanno a che fare con quelli istituzionali degli istituti di credito ai quali i risparmiatori avevano  affidato il loro denaro. Di fatto sono state compiute  operazioni discutibili sotto l’occhio disattento e colpevole di chi doveva vigilare, in particolare la Banca d’Italia e tutti gli organismi preposti al controllo. Ecco perché in Veneto sta montando una protesta senza precedenti che attraversa tutti gli strati sociali: dal pensionato all’ imprenditore, dalla famiglia ai piccoli azionisti senza che vi sia la dovuta attenzione da parte delle istituzioni e dei media. La protesta e la irritazione sta crescendo perché la situazione sta peggiorando e alcuni istituti si comportano come se nulla fosse accaduto illudendo i risparmiatori su improbabili rimborsi. Se pensiamo che attualmente la paga media di un operaio o di un impiegato si aggira all’incirca sui 1500 euro è quella di un funzionario di alto livello di una banca sì attesta su centinaia e migliaia di euro è chiaro che sì alza forte la richiesta di trasparenza e legalità in un momento in cui questa società distratta non si accorge dei danni che questo sistema sta procurando a migliaia di famiglie.

La difesa sociale e l’associazionismo

Ecco perché mai come in questo momento  è utile il nuovo è diverso impegno dell’associazionismo e idei comitati spontanei che si stanno occupando di casi che richiedono l’attenzione di tutta la comunità. Negli ultimi anni è maturato un nuovo tipo di associazionismo che trova sempre più aderenti e volontari. Si è passati da una concezione tipicamente assistenzialista intesa come tentativo di dare risposta ai bisogni primari ad un nuovo associazionismo portatore di un una missione rivoluzionaria intesa come attenzione agli ultimi: ai poveri di potere, ai non garantiti a coloro che non hanno rappresentanza. Si  tratta di intervenire a monte per rimuovere le cause di un disagio sociale che richiede nuovi e più evoluti scenari di intervento .Un associazionismo  che promuova una cittadinanza attiva in grado di avviare un cambiamento nei sistemi di difesa sociale e un’attenzione rinnovata di quelle forze sociali che credono in nuove forme di partecipazione in grado di tutelare le fasce più deboli della popolazione che non godono attenzione sufficiente da parte dello Stato e delle sue articolazioni. Ecco perché ci saremo a Treviso per avviare un percorso che consenta all’associazionismo spontaneo di fare un salto di qualità per assolvere a quella funzione in grado  di ricostruire il tessuto connettivo della comunità. Rigenerare la società dal basso incarnando una volontà che si trasformi in azioni quotidiane che consentano di valorizzare una concezione della vita e del mondo antitetica quella dominante .Una concezione le cui parole d’ordine sono solidarietà, partecipazione , coraggio di sporcarsi le mani per difendere i poveri di potere privi di garanzie e diritti.tv