Sul Corriere di oggi lo studioso israeliano, 82enne, Abraham Yehoshua ha espresso delle idee assolutamente paradigmatiche, destinate purtroppo a rimanere inascoltate se non disprezzate dalle correnti ideologiche marxiste, radicali e cattocomuniste. Nel presentare il suo ultimo libro “Il tunnel”, ha riconosciuto che “quella per l’Olocausto sta diventando un’ossessione” ed ha suggerito e sostenuto la via del cambiamento e della normalizzazione. Entrando in un campo, in cui in Italia si è arrivati tardi e male, in maniera addirittura isterica, ha messo sotto accusa la “politica dell’identità”. Non ha nascosto infatti che “le divisioni e le contrapposizioni stanno diventando eccessive. Abbiamo fin troppe identità. E’ un fardello grande”.


Sono queste linee di pensiero non da isolare ma trasferire in tanti altri campi storici, politici, sociali. Nel primo a chi è stato consentito o chi si è consentito di studiare, almeno sincronicamente, i campi di stermini tedeschi e gli “arcipelaghi Gulag”?


Un altro esempio attuale: sempre sul Corriere, in forma timidamente polemica, fatta cioè senza respingere la ridicola etichetta di “fascista”, imposta a Salvini (un autonomista, disposto anche alla polverizzazione dello Stato nazione, una macroscopica corbelleria più che storica, logica!), Galli della Loggia ha confutato (“risum teneatis”), alcune denunzie di quel campione di linearità e serenità critiche, che ha nome Adriano Sofri). Gli ha fatto conoscere e gli ha illustrato le misure a danno dei migranti, assunte, senza alcuna censura ed universale piagnisteo, dai governanti di Malta, della Spagna e della Francia del prode e venerato Macron e dalla Merkel, in caso di necessità solita “rispedire in Italia” i profughi. Il settarismo politico in questi mesi estivi ha avuto modo di manifestarsi, lontano di riprovazioni in due occasioni. E’ stato segnalato, in un volume di Maurizio Stefanini, pubblicato da un editore non di primissima linea, la situazione miserevole e, si consenta, illacrimata in cui è ridotto il Venezuela, guevarista e marxista.


Come prova ulteriore ma non conclusiva della serie sterminata sottolineata da Yehoshua, cosa si sarebbe organizzato nell’intero orbe terracqueo, dal pontefice e magari dal neo cardinale “di strada” bolognese di sede ma romano di origine, se la condizione di assoggettamento di Hong Kong fosse stata creata e gestita da uno Stato, anche solo vagamente riconducibile a destra ?