Nell’ultima settimana i media italiani hanno scoperto che in Italia non si fanno più figli e che andando avanti così, il Paese-Italia è destinato a scomparire. Quindi bisogna trovare subito una soluzione, che poi è quello che la Chiesa da sempre ha raccomandato. Finalmente dopo decenni, lo hanno capito anche lorsignori, soltanto che ancora non si riesce a risalire alle vere cause che hanno condotto a questo disastro. La denatalità diffusa doveva essere la preoccupazione principale della politica, invece finora si è dormito a cuscini morbidi. A questo proposito c’è un bel intervento di Marco Invernizzi sul sito di Alleanza Cattolica che sintetizza le cause.“Oggi, pochi intellettuali e uomini politici credono ancora veramente nella centralità della famiglia – scrive Invernizzi – E così il declino demografico è andato inesorabilmente peggiorando di anno in anno, senza che venissero prese iniziative politiche ed economiche importanti a sostegno della natalità. In questo modo in Italia il tasso di natalità per ogni donna è l’1,27 quando il ricambio generazionale si raggiungerebbe a 2,1. Meglio di noi stanno facendo Paesi ben più laicisti, come la Francia e l’Europa Settentrionale” (M. Invernizzi, Oltre l’inverno demografico, 1.12.17).

Certo la questione non è solo politica, è anche e forse soprattutto culturale. “Bisognerebbe infatti avere il coraggio di mettere in discussione la cultura dominante dal 1968 in poi, – scrive Invernizzi – che ha separato il sesso dalla trasmissione della vita, che concepisce la famiglia come la somma di individui singoli in competizione tra loro e non la capisce come comunione fra persone basata sull’amore oblativo, che disprezzando il principio d’autorità ha distrutto la figura del padre all’interno della famiglia”. (Ibidem)

L’altra scoperta dei media, ripresa dal Censis, è che gli italiani sono contrassegnati dal rancore sociale e questo naturalmente per i Media è un segnale negativo. Infatti sui giornali ripiegati sul governo, si scrive che gli italiani, nonostante l’economia ha ripreso, sono “Incavolati neri e offesi, mortificati, incapaci di esprimere apertamente la propria rabbia ma anche di dimenticare e di perdonare, in una parola rancorosi. Pertanto, Altro che brava gente”. Gli italiani, sono “sfiduciati, impoveriti, impauriti, rancorosi, addirittura sono la bomba sociale pronta ad esplodere nel cuore di un’Europa”. Ma perché gli italiani sono rancorosi? I giornali di regime non lo dicono, non conviene, almeno non mi risulta che c’è stato qualche commento che risalga alle cause del malcontento.

A mio parere il rancore nasce dalla pesante situazione politica italiana. Da 5 anni ci sono stati imposti governi non eletti da nessuno. C’è un’ondata di sfiducia che non perdona nessuno, Il Secolo d’Italia, del 1 dicembre scorso, fotografa bene la situazione:“’84% degli italiani non ha fiducia nei partiti politici, il 78% nel Governo, il 76% nel Parlamento, il 70% nelle istituzioni locali, Regioni e Comuni. Il 60% è insoddisfatto di come funziona la democrazia nel nostro Paese, il 64% è convinto che la voce del cittadino non conti nulla, il 75% giudica negativamente la fornitura dei servizi pubblici”.

I laureati fuggono dall’Italia. Il 50%  si dice pronto ad essere assunto all’estero.“La retribuzione mensile netta di un laureato a un anno dalla laurea, infatti, stima il Censis rielaborando dati Istat, Almalaurea e Unioncamere, si aggira sui 1.124 euro mentre oltre confine l’assegno sale a 1.656 euro. Profonda invece la differenza tra la busta paga di un laureato magistrale che lavori in Italia o all’estero: i 1344 euro corrisposti per una assunzione nei confini nazionali si devono confrontare con i 2.200 euro corrisposti all’estero. Se si parla di ingegneri, poi, la differenza si fa pesante: 1.614 euro contro i 2.619 all’estero”.

La difficoltà economiche delle famiglie sono sempre più elevate, i prezzi al consumo aumentano, basta andare in qualsiasi supermercato, mentre gli stipendi sono fermi da 8 anni.

Le famiglie povere. “Sono oltre 1,6 milioni le famiglie che nel 2016 sono in condizioni di povertà assoluta, con un boom del +96,7% rispetto al periodo pre-crisi. Gli individui in povertà assoluta sono 4,7 milioni, con un incremento del 165% rispetto al 2007. Tali dinamiche incrementali hanno coinvolto tutte le aree geografiche, con un’intensità maggiore al Centro (+126%) e al Sud (+100%)”.

Inoltre c’è la questione sicurezza. Gli italiani si sentono meno protetti.

Peraltro per avere un quadro delle reali condizioni degli italiani, basta guardare ogni sera il programma di rete 4 (Mediaset), “Dalla vostra parte”, condotto da Maurizio Belpietro, direttore de La Verità. Altro che andare a Como e manifestare contro i fascismi, i problemi sono altri, cara sinistra in caduta libera.