Basta una lettura delle notizie di “Televideo” per rendere concreto, tangibile ed ahimè esauriente il momento disastroso ormai lungo della situazione italiana.

Scorriamolo: 1) è apparso un parere del Consiglio di Stato sulla dibattuta quanto devastante questione morale e di costume della vaccinazione, nata ed ingigantita per l’incertezza delle norme e per la debolezza o l’assenza delle autorità preposte; 2) nella superficialità degli organi di stampa, innamoratisi dopo Renzi ora anche di Grillo e delle sue strampalate ed assurde teorie da bandire, ad esprimersi con il suono “a morto” delle campane delle loro chiese, in occasione dell’approvazione alla Camera del disegno di legge sul biotestamento, sono stati i parroci di alcuni paesi della provincia di Campobasso; 3) l’Organizzazione internazionale per le migrazioni informa che l’85% degli arrivi dall’inizio dell’anno si registra in Italia, terra tanto ospitale, con la concessione di ben 178 mila cittadinanze, non invidiato record Ue. I principali Paesi di provenienza, verso i quali le nazione europee, e tanto meno la nostra, si guardano bene dall’esprimere la minima riprovazione o la più timida denunzia sono Guinea, Nigeria, Bangladesh e Costa d’Avorio.

Ma oltre a questi fatti, solo apparentemente di cronaca, in questa fase di incertezza si manifestano problemi più acuti, dimostrazione di un malgoverno impossibile da addebitare al povero conte Gentiloni Silveri ma da far risalire senza equivoci al toscano ed alla sua cerchia.

L’agenzia di rating Fitch taglia il giudizio sull’affidabilità del debito, ponendolo “solo due gradini sopra la linea della sufficienza”, a causa dell’aumento dei rischi “di un governo debole o instabile”. E’ proprio la motivazione di questo parere negativo a riportare l’attenzione sul quadro politico , in cui un esecutivo, apparentemente basato su una maggioranza solida, è debole, inconcludente ed impegnato solo ad arginare, non certo a proporre e tanto meno a programmare.

Il governo in carica è minato e sabotato dalle manovre sotterranee evidenti del gruppo di potere, bocciato dagli italiani il 4 dicembre, senza che l’opposizione sappia organizzarsi sugli errori del passato, irridendo ai famosi propositi di ritiro, tanto strombazzati dell’impresentabile, insopportabile e sempre più improponibile Renzi.

Una denunzia sconfortante sullo stato di disfacimento dello Stato è recata in una “nota” di Luigi Ferrarella, purtroppo confinata in una pagina interna (la p. 28) del “Corriere della Sera”. Iniziando dalla misteriosa e squallida vicenda delle norme anti Cantone, l’editorialista parla, in termini anche diplomatici, dell’”opaco [forse più esatto sarebbe dire oscuro] legiferare del Consiglio dei ministri” ,arriva a sostenere che sia insostenibile la mancanza nel consesso di palazzo Chigi, della tracciabilità di norme “deseparecide” o “orfane”. Condanna “lo svuotamento del Parlamento” con l’abuso dei decreti legge, dei voti di fiducia sui decreti varati dal governo e delle deleghe, perpetrato in maniera sfrontata e prepotente da Renzi.

E’ un sistema degenerato e mortificante contro cui una volta di più non si sono levate proteste decise e principalmente serie da parte dei gruppi di minoranza, inesistenti come i forzisti, folcloristici e inconcludenti come i 5 Stelle o attenti a sabotare lo Stato traballante con i referendum autonomistici lombardo – veneti, anticamera della secessione, come i leghisti, campioni di familismo ieri con Bossi (il “trota”) ed oggi con l’eretico Tosi a Verona.