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Io e i miei fratelli abbiamo avuto due cuginette che non abbiamo mai conosciuto : due gemelline, nate negli anni 40, che si ammalarono di difterite, portata in casa da una balia. Allora non esisteva la vaccinazione e molti bambini morivano in tenera età. Oggi la difterite si affaccia di nuovo, perché qualche genitore ideologizzato rifiuta di vaccinare i propri figli.

Se la mia stessa famiglia fosse vissuta un secolo fa, oggi non ci saremmo più : mio figlio sarebbe morto di setticemia, mia moglie e mia figlia di parto, io di infarto. La medicina ha fatto enormi passi avanti e non tutti se ne rendono conto ; buon esercizio sarebbe di andare indietro nel tempo e scoprire le malattie dei propri genitori e verificare se saremmo ugualmente nati senza i progressi attuali.

Eppure nonostante ciò ancora qualcuno mette in discussione i vaccini e tutta la medicina occidentale, rincorre la fitoterapia ed altre soluzioni alternative, vagheggia di terapie orientali.

Da anni ogni inverno il mondo attende con apprensione la grande pandemia, come un californiano il grande terremoto. Dopo la spagnola e l’asiatica, che uccisero milioni di uomini , di cui venti solo la prima, la scadenza di intervallo quarantennale prevista è già trascorsa e per ora le campagne vaccinali hanno evitato il peggio, anche perché i virus non erano particolarmente aggressivi. Abbiamo avuto la Sars, Ebola ma fortunatamente sono rimasti circostanziati agli ambienti dove l’ epidemia era insorta.

Quest’anno la campagna vaccinale è ripartita con grande vigore, perché ci si aspetta un virus particolarmente aggressivo. La gratuità del vaccino è stata estesa dagli ultrasessantacinquenni ai pazienti con esenzione per patologie cardiovascolari e tumorali. La popolazione italiana quest’anno sembra anche più attenta a sottoporsi alla vaccinazione e l’epidemia influenzale potrebbe suscitare minori paure.

L’influenza dovrebbe scoppiare dopo le vacanze natalizie, che hanno anche il difetto di “mescolare” la popolazione e diffondere il virus. L’acme è prevista ancora nei giorni di febbraio, per protrarsi fino a marzo.

Secondo la comunità scientifica internazionale è più indicato eseguire la vaccinazione verso dicembre, in leggero ritardo rispetto alle raccomandazioni delle nostre Asl.

Ultimamente la precarietà del lavoro ha portato molti cittadini a chiedere meno giorni di malattia possibile e spesso ad anticipare il rientro in ufficio, quando ancora i sintomi influenzali non sono completamente passati. Lo stesso medico di famiglia spesso non insiste nel largheggiare nella prognosi ; il risultato finale è che l’epidemia si diffonde più facilmente negli ambienti di lavoro, le ricadute sono più frequenti, e così quell’assenteismo che si voleva evitare, assume dimensioni maggiori.

Meglio astenersi dal lavoro ai primi sintomi e rientrare perfettamente ristabiliti ; oltretutto si farà contenti i propri colleghi che lavoreranno un po’ di più ma forse eviteranno il contagio.

La vaccinazione è importante negli anziani perché , a fronte di pochi casi di reazione al vaccino quali dolore locale in sede di iniezione e qualche picco di temperatura occasionale, una complicanza polmonare può essere fatale. Oggi la bronchite cronica ostruttiva è la quinta causa di morte nel mondo e presto guadagnerà qualche posizione. Molti pazienti poi ignorano di esserne affetti ed un terzo dei casi viene scoperto in pronto soccorso, al primo episodio di riacutizzazione.

L’uso degli antibiotici in questi anni è aumentato a dismisura, molti sono convinti che vada utilizzato sempre, senza capire che contro i virus non abbiamo armi dirette che non siano i vaccini. L’antibiotico va assunto in caso di complicanze : l’elemento discriminante per decidere di introdurre la terapia antibiotica è rappresentato dalla comparsa di espettorato mucopurulento, cioè di catarro giallo-verdastro; consultare il proprio medico resta sempre la soluzione migliore. Purtroppo però ancora oggi un medico su dieci prescrive un antibiotico solo perché pressato dal paziente. Occorre recarsi in pronto soccorso solo quando ci si rende conto che qualcosa è fuori controllo, altrimenti il rischio di essere contagiati da qualche germe nosocomiale, cioè particolarmente virulento perché cresciuto in ospedale, è sicuramente maggiore. Infatti tutti i batteri cattivi stanno in ospedale.

Oggi perfino molti antibiotici sono diventati armi spuntate : il loro smodato uso nel recente passato ha creato batteri resistenti. Tra qualche anno non avremo antibiotici, perché non sono in vista nuove scoperte, e l’antibiotico resistenza si diffonderà a macchia d’olio. Sono 25000 i decessi in Europa ogni anno, causati da antibiotico resistenza. A questo ha contribuito l’uso di antibiotici senza regole in zootecnia. Finalmente in Norvegia ed in qualche altro paese evoluto si sta sperimentandone una limitazione.

Ricorrere a preparati naturali può essere utile solo per lenire i sintomi ; anche le sostanze vegetali, non frutto della chimica, hanno le loro controindicazioni. Ne sa qualcosa Socrate, ucciso dalla cicuta ; perfino il succo di pompelmo, come l’erba di San Giovanni, un blando antidepressivo, nascondono le loro insidie ; infatti queste due sostanze ad alte dosi possono spiazzare alcuni farmaci , rendendoli inefficaci. Esemplare il caso di una donna che aveva subito il trapianto di un organo e assumeva la ciclosporina, per evitare il rigetto. A questa paziente piaceva molto fare jogging a livello semiprofessionistico, e ingurgitava succo di pompelmo a più non posso: ebbene, una crisi di rigetto le fu fatale.

L’omeopatia forse fa qualcosa nelle piccole patologie, certo fa ricchi i farmacisti ; non andate però a chiederne l’uso all’Istituto dei Tumori, vi caccerebbero all’istante.

L’agopuntura , giusto vanto della medicina orientale, funziona in molte patologie dolorose, se affidata in mani esperte. Nell’oasi di Jalo, in un piccolo ospedale nel deserto libico, con personale sanitario solamente nordcoreano, ho personalmente visto medici usare questa tecnica con successo perfino per interventi che richiederebbero l’anestesia totale.

Vorrei però vedere chi si fa segare lo sterno o incidere l’addome a mente serena ; in questi casi benedetta la nostra anestesia totale, altra conquista della medicina moderna occidentale.

Nel 1966 un autorevole chirurgo americano, Marc Stewart, affermò trionfante, sull’onda dei successi dell’antibiotico terapia, che era arrivato il tempo della fine delle malattie infettive. Oggi ci affacciamo ad un’epoca in cui non solo gli antibiotici non sono più la soluzione di molti problemi, ma stanno tornando antiche malattie che credevamo sconfitte. Un medico addetto ai controlli sanitari nei confronti dei migranti appena sbarcati ha confessato con rammarico che la capacità di filtro è molto ridotta; Il professor Sevieri, illustre pneumologo toscano, ci ammonisce che stanno arrivando molti casi di TBC ed il bacillo di Koch, responsabile della malattia, per essere inattivato va posto in autoclave a 180 gradi : quindi un semplice bicchiere di vetro, anche se lavato con cura, può trasformarsi in una terribile arma di contagio.

Intanto alcune aziende che inviano propri dipendenti per lavoro in Toscana, li vaccinano contro il meningococco , che ha già mietuto otto vittime in due anni e causato quaranta contagi in quella regione. Nessuno ne parla perché l’informazione del pensiero unico non vuole gettare ombre sul reame fatato di Renzi e la Boschi.