Diceva Marx, per una volta a ragione, che chi non ha non è. Salvo l ‘anomalia italiana : da noi la destra non c’è , tuttavia ha. Possiede il “tesoro di An”, che , stando all ‘allarme lanciato da Gasparri sull’Agenzia Kronos, corre il rischio di depauperarsi, “come un’eredità di famiglia”, in realtà “di famigli”. A quanto ammonti, soprattutto a quanto ammontava prima delle “distrazioni” tipo Montecarlo dell’ineffabile Fini, non è dato sapere. Si sa e si capisce, però, che è l’alimento vitale delle molteplici controfigure della destra che non c’è .
Perfino Gasparri talora ci azzecca: liquidatela, spartitela finalmente l’eredità ; e andate “in mona”, in vacanza, in pensione. Levatevi di torno!
Forse allora si potrà tentare di colmare il vuoto che avete lasciato a destra, mascherato di necrofilia, di evocazioni spiritiche, di esumazioni tardive, che ingannano si e no quattro fessi. Sono in corso cambiamenti epocali nel mondo, sembra d’essere sul ciglio d’una transizione geologica. Finanche nel minuscolo spazio italiano ci sono sommovimenti e novità , da Grillo a Renzi a Salvini. A destra tutto è immobile; si mima la vita con reperti museali e statue di cera.
Come si può proclamare il nuovo re, se non si dichiara la morte del vecchio?
Chi non sa d’essere orfano, non cerca i genitori. La destra è orfana dalla seconda guerra mondiale, dalla caduta della  centralità dell’Europa, che tuttavia mantiene il primato culturale e civile, grazie all’insuperato magistero classico e cristiano.
Alla luce di tale magistero dobbiamo ripensare tutto, svolgere una radicale revisione e verifica, misurarci con l’attualità . Sono certo che scopriremo che davvero il futuro ha un cuore antico.