Un tempo non troppo lontano c’era una giovane e avvenente ministra in carriera.
Figlia di banchieri (incappata poi, con la sua famiglia, in una vicenda di risparmi spariti) che giurava nel 2014 nelle mani di Giorgio Napolitano come Ministro per le Riforme Costituzionali del Governo Renzi (succeduto a quello sempre PD di Enrico Letta).
Fasciata in un elegante tailleur pantaloni azzurro atto a metterne in risalto le forme pur non perfette, era il volto nuovo della politica PD pensavano, non senza qualche pruderia, i famosi analfabeti funzionali, all’epoca tanto coccolati dalla Sinistra, osservavando il lato B della Ministra vezzosamente chinata, a favor di telecamere, nell’apporre la propria firma, come se stessero assistendo a uno dei tanti reality in voga nelle televisioni commerciali.
Tronfio dei risultati, conseguiti inizialmente a suon di mancette elettorali da 80 Euri, il bugiardello di Rignano sull’Arno ha man mano imposto la sua visione della politica, riportando in auge lo strabollito Berluskhamon da Arcore (dov’era esiliato nella famosa villa dei Bunga Bunga) in un summit per accordarsi ai danni dell’Italia, sfruttando l’appoggio dei camerieri di cui lui ancora disponeva in Parlamento, in quel della Leopolda a Firenze.
La scelta di un antico e celebrato bordello, pare essere stata proprio quella di un luogo iconico perfetto per inciuci e casini d’ogni genere.
Sull’onda degli iniziali successi mediatici per la scelta delle sue veline Renzi ha poi puntato a promuovere figure come Alessandra Moretti (autodefinitasi ladylike che diceva di sé “io, la Boschi e la Madia abbiamo uno stile “Ladylike”: dobbiamo e vogliamo essere belle, brave, intelligenti ed eleganti”) la quale ha pure sponsorizzato Alessia Morani, altra belloccia sua coinquilina, lanciandola nel ghota renziano e spianandole la strada come deputata Dem, divenuta poi famosa per l’ostentazione nelle uscite pubbliche di una borsa Prada (prezzo di listino pari a 2500 Euro): praticamente un valore pari allo stipendio mensile di almeno tre cassaintegrati.
La povera Moretti, passando da un insuccesso all’altro, dopo essere stata asfaltata da Luca Zaia nel 2015 all’elezione come presidente della Regione Veneto (50,4% contro il 22%) è successivamente incappata in un querelle per aver preso congedo per malattia dai lavori del Consiglio regionale, venendo però poi fotografata in India mentre partecipava a una festa, vicenda che ha portato a una resa dei conti nel PD veneto e che le è poi costata la perdita del ruolo di Capogruppo.
Tra le veline renziane, forse per meglio dire meteorine, vista la velocità con cui appaiono e scompaiono come meteore, andrebbe citata anche Debora Serracchiani, presidente del FVG per una legislatura, che verrà sicuramente ricordata dai friulani più per i 40 mila euro di finanziamenti pubblici per il maneggio che ospitava il suo cavallo che per la sua capacità o avvenenza.
Un Renzi ormai sul viale del tramonto, visti i risultati sempre più deprimenti del suo partito non ha comunque perso il gusto del colpo di teatro. Attitudine per la quale, del resto, da ragazzo era soprannominato ‘il bomba’, dichiarando di aver arruolato nella sua squadra elettorale (ammesso che toccherà a lui questa scelta) Rula Jebreal, giornalista e scrittrice palestinese di nazionalità israeliana, amata dalla Sinistra che ha più volte attaccato il Governo italiano giungendo a promettere che avrebbe abbandonato l’Italia (un po’ come Renzi la politica).
Mentre evaporano i consensi elettorali di PD e Forza Italia, del resto, appare invece sempre più saldo il legame tra Renzi e Berlusconi per cui nel circo mediatico che vogliono montare, tra nani e ballerine una Rula fa sicuramente comodo.
A patto di non essere superstiziosi e non avere paura di incappare nella celebre maledizione di Berluskhamon.